Viaggi

Barcellona sotto la neve… 30 anni dopo

Non so proprio da dove cominciare, perché tutto è stato talmente bello e portentoso che mi si affastella dentro non riuscendo a dargli un ordine. Fra l’altro non vorrei tediarvi con lunghe descrizioni, perché in un posto o ci sei andato o non puoi descriverne la magia a parole, né con le immagini… e di foto ne ho fatte ben 704! Per cui se volete, potete già decidere di cambiare blog, perché alla fine non ci sarà nemmeno una ricetta e questo non sarà un racconto, sarà un romanzo… come quelli di Grossman… 800 pagine e non finire…
Tutto ha inizio una sera calma e serena: il 3 marzo 2010. Decido di farmi lo shampoo, perché l’indomani si parte per Barcellona e bisogna avere la testa sempre in ordine (non si sa mai), quando si parte. Accendo la luce del bagno e puff, si fulmina. Decido di non farmi impressionare dall’evento, ma “perché giusto stasera?” Continuo imperterrita. Entro dentro la doccia, che per l’occasione decide di trasformarsi in una sauna svedese (avete presente?): getti di acqua calda e freddi alternati, con i freddi sempre più frequenti e i caldi sempre più ustionanti. “No no no! Non mi faccio impressionare, IO!” Ad un certo punto guardo il piatto doccia che ha assunto un colore marroncino…. Vero è che ho avuto una giornata pesante e che i capelli li ho lavati tre giorni prima, ma non pensavo di essere così sporca!… Comincio ad impressionarmi! Decido comunque di continuare e mi rendo conto che forse non sono io di quel colore, ma l’acqua che esce dai tubi… Attimo di titubanza… Decido di uscire dalla doccia con i capelli ancora insaponati. Mi asciugo e apro il rubinetto del lavandino per sciacquarmi i capelli… “sì sì, va un po’ meglio”… ma neanche il tempo di pensarlo e anche qui l’acqua fa le bizze… Inorridita e sconcertata chiamo mio marito (ok, urlo con una voce impressionante che in confronto la protagonista di Psyco sembra una dilettante). “Tu sei ingegnere, e idraulico per giunta, che sta succedendo??????” Sentenzia: “E’ finita l’acqua!” E una doccia fredda arriva a gelarmi il sangue: “è un segno, è un segno, no, anzi, sono tanti i segni!!!”. Non vi dico la messa in piega come mi è venuta… neanche il balsamo ho potuto mettere.
4 marzo 2010: Mi sveglio all’alba, anticipo un’ora a scuola, faccio due ore e scappo a casa, dove già i bagagli sono pronti. Prendiamo tutto e ci mettiamo in macchina per raggiungere l’aeroporto di Trapani e prendere l’aero, che, finalmente ci porterà a Barcellona. Dovete sapere, però, che il 4 marzo, oltre ad essere il giorno del compleanno di Lucio Dalla, è anche il mio… (e guai al primo che si azzarda a dire che è per questo che siamo alti uguali!). E da quando ho 19 anni (e adesso ne ho pelino più del doppio), io cado in una profondissima depressione e sconforto, che viene superato solo il giorno dopo. Così, per cercare di superare il giorno indenne, negli anni ho escogitato svariati diversivi, con, ahimè, scarsi risultati. Lo scorso anno, quel sant’uomo di mio marito, decide di farmi una sorpresa e di organizzare un viaggio… Ed ha funzionato. Io mi sono dimenticata del compleanno e lui si è evitato i miei malumori! Tutti contenti! Così, quest’anno, per scherzare, butto giù “perché non ripartiamo anche quest’anno?” e, tadan, riorganizziamo un ritorno a Barcellona, ma stavolta con tutti i pargoli! Ok, forse non è il modo migliore per passare un compleanno, ma io, invece (e stranamente) mi sentivo contenta come una pasqua… anche se il giorno della partenza coincide con il giorno preciso del compleanno… Prendiamo l’aereo… oddio, chiamarlo aereo è un po’ troppo, ma serve l’incoraggiamento, no? E poi i biglietti sono costati solo 5 euro… “ma il carburante si sono ricordati di farlo?” Ok, mi faccio vedere serena e tranquilla, ma nel frattempo penso alla lapide con su scritto “4 marzo 19… – 4 marzo 2010”.
In autostrada il vento è talmente forte che la macchina viene sballottata frequentemente. Comincia a seguirci una pioggia fitta fitta e sottile sottile. Ma io continuo a mostrare un sorriso a 32 denti e a dire “sono felice!”. Arriviamo al check in e dopo averci fatto togliere tutto, cinture, scarpe, gioielli, orologi, chiavi e, a momenti anche il reggiseno col ferretto, chiamano mio marito in disparte e gli dicono di aprire la valigia. Entro ufficialmente in agitazione. Gli chiedono di chi sia la valigia e lui prontamente risponde che è sua (perché non è mai preciso? Perché non gli dice che “è di mio figlio e la valigia l’ha fatta sua madre e io non ho idea di cosa diavolo ci possa essere dentro”????). Gli chiedono se dentro c’è una bomboletta spray, e lui prontamente risponde “certo che no”. L’espressione del poliziotto cambia e si fa cattiva. Il pargolo n. 1 interviene prontamente e dichiara: “certo che sì, la mamma ha voluto che portassimo l’infasil…” Scongiurato arresto per detenzione di bomboletta spray per prevenzione di puzze adolescenziali…
Decolliamo. E magia, il volo è stupendo e veloce. Niente vento, niente pioggia. Arriviamo presto a Girona e prendiamo l’autobus per arrivare a Barcellona, dove ad attenderci c’è un meraviglioso pomeriggio di sole. Decidiamo (ok è un plurale maestatis, ma era o no il mio compleanno? Sono o no l’unica femmina di casa?) che il pomeriggio è dedicato a me, a quello che voglio vedere e dove voglio andare a mangiare… Così ci incamminiamo verso la Pedrera e tutti i negozi di articoli casalinghi che si trovano fra il nostro albergo e la Casa Milà (con grande interesse dei miei figli…) vengono attentamente visitati e vagliati come musei! Finalmente arriviamo alla casa costruita dal grande Gaudì e anche i pargoli, finalmente, sono contenti, perché lo spettacolo è meraviglioso già così. Questo palazzo, infatti, solo a guardarlo da fuori sembra come la sabbia del mare mossa dalle onde e come se delle alghe marine fossero attorcigliate fra di loro insieme a dei tentacoli di polpi. Quindi lo stupore è assolutamente d’obbligo. Ma quest’anno dobbiamo comunque visitarla anche all’interno. E in quel momento sperimento quanto davvero io sia fortunata. Perché, se c’è una cosa che mi fa gustare ancora di più una mostra, un museo o una visita è che per me è gratis. Sì, perché gli insegnanti (ahimè, solo a volte) usufruiscono degli sconti per la cultura. Così il mio biglietto è free! Ok, sto dedicando ben 5 righe a questa circostanza e ancora non ho parlato di questa meraviglioso palazzo… e non ve ne parlerò, perché ogni parola potrebbe sciogliere l’incanto.
(I quattro cavalieri)Vi dico solo, che se vi doveste mai trovare da quelle parti, dovrete assolutamente entrare e vedere il suo interno, ma soprattutto salire sul terrazzo, che non solo è strabiliante da vedere perché popolata da misteriosi comignoli a forma di cavalieri medievali, ma anche per la meravigliosa vista di cui si gode! (Potevo non mostrarvi la cucina?)

Finita la visita (alle otto in punto chiude e non ci son santi che tengano) decidiamo di festeggiare e dove se non in un ristorante gluten free? Prima di partire mi sono bene organizzata. Ho fatto un’accuratissima ricerca su internet (qui potete trovare l’elenco a cui mi sono rifatta io), mi sono stampata tutte le mappe dei ristoranti in cui potevo mangiare anche io e parto da Palermo con un fardello di carta pesante più dei vestiti che mi sono portata. Così, senza difficoltà troviamo la pizzeria Pizza Leggera sulla strada vicino all’albergo, in Tuset 15, dove non solo posso godermi una buona pizza (non vi aspettate un buona pizza italiana, e men che mai napoletana, ma chi si accontenta gode e chi gode si accontenta di più -diceva un mio amico…) e si paga abbastanza poco (circa 18 euro a persona). Certo sono rassegnata a rimanere senza torta… ma, sorpresa, fanno una pizza dolce al mascarpone, fragole, noci, caramello e zucchero a velo, semplicemente libidinosa, quindi sto a posto! Ritorniamo in albergo stanchi, ma soddisfatti!
Notte fra il 4 e il 5 marzo: Scopro con orrore di aver portato una camicia da notte troppo pesante! Dovete sapere che Barcellona si trova più o meno all’altezza di Roma, quindi presenta un clima leggermente più freddo rispetto al nostro e che, per noi siciliani, qualsiasi temperatura sia sotto i 15 gradi, viene percepita come freddo polare! Fatta questa premessa, oltre a sottolineare lo sbalzo di temperatura al quale eravamo stati sottoposti al nostro arrivo, mi urge evidenziare che il proprietario dell’albergo deve sicuramente essere di origine africane, per cui il clima al quale veniamo esposti dentro all’hotel è vicino a quello equatoriale! Da brava mamma siciliana, io avevo preparato i pigiami più caldi che possediamo (“non è che i bambini s’avissiro arrifriddari” -i bambini non devono raffreddarsi”) … fortunosamente levati dalle valigie da una tata previdente, che ci ha salvati dallo scioglimento. Il clima tropicale della stanza e la temperatura da sauna che si raggiunge poi all’interno del bagno, preannuncia una perfetta pulizia del viso, impedita soltanto da uno specchio non dotato di un sistema ingrandente per una diversamente vedente come me, costretta ad inforcare gli occhiali per ogni minima operazione… Così decido di abbandonare l’impresa, nonostante le condizioni favorevoli e di andare a dormire… Mi sveglio riccia. Ok, ormai ho rinunciato alla messa in piega!
5 marzo 2010: Il compleanno è passato, ora si torna a pensare ai figli, quindi prima tappa obbligatoria è lo ZOO!


Situato all’interno del parco della Ciutadella (dove si trova fra l’altro una fontana spettacolare sempre del nostro Gaudì).


Sapete quanto è grande questo zoo? E quante specie animali ci sono? Sapete quanto abbiamo camminato? Vi bastino sapere solo due numeri: ci sono circa 8.000 animali e noi abbiamo scattato circa 300 foto solo al suo interno. Se non avete bambini al seguito, ma vi trovate a Barcellona, consiglio vivamente di andarlo a visitare lo stesso, perché è un’altra meraviglia!


Si passa, quindi, al pranzo (ok un po’ tardino, erano circa le 15,30) in una panineria che fa bocadillo (panini) anche per celiaci: CONESSA nel Barrio Gotico (vi avevo detto o no che sono partita informatissima???). La fila è enorme e il locale è minuscolo. Il servizio è inesistente e per sedersi bisogna affidarsi ad un buon santo che ti raccomandi. E il panino? Il panino non mi è piaciuto… ma forse per gli standard spagnoli era buono… non so dirvi. So solo che non lo consiglio.
A che siamo lì, però, decidiamo di dedicarci al quartiere e alle chiese che ci sono. Anche queste molto belle e particolari e anche per entrare nella cattedrale (del 1298) si paga il biglietto: 5 euro cadauno (e niente sconto per gli insegnanti… mica è cultura questa!), con la possibilità di accedere al tetto da dove si gode una vista spettacolare… Inutile dirvi che la sera eravamo semplicemente distrutti e che ho scoperto ben tre cose importanti: 1. le scarpe basse fanno comunque male; 2. posseggo dei muscoli (doloranti) in posti impensabili; 3. nonostante vi sentiate le persone più previdenti al mondo portando con voi una cassettina con i medicinali di pronto intervento, sappiate che ne avrete sempre dimenticato uno, che era proprio quello che vi sarebbe servito! Io ho dimenticato i cerotti per le vesciche e il collirio per la congiuntivite (del povero cucciolo n.3!)

6 marzo 2010: Vista la splendida giornata decidiamo di andare a visitare Parc Guell del geniale Gaudì, con relativa “acchianata” (salita) fin in cima alla cima più alta del parco.


Da qui si gode una fantastica veduta della città e poi sembra quasi di essere in città della fantasia alla maniera di Disney. Quindi si ridiscende e ci si dirige alla Sagrada Familia, altra meraviglia che incanta i miei figli, la chiesa per eccellenza che incarna lo spirito di Gaudì e della città, oltre che del modernismo, dove troviamo una manifestazione per via della crisi che, strano, ma vero, c’è anche lì! Mangiamo in una catena “Fresco” che è una specie di self service con migliaia di verdure e insalate, dei piatti caldi, la pizza, la pasta, tre zuppe, la frutta, il dolce e da bere e puoi prendere tutto quello che vuoi, tutte le volte che vuoi alla modica cifra di 8,95 (ok, 9 euro…) e, anche io, riesco a trovare qualcosa da mangiare!!!
Ci dirigiamo, a piedi, ma è una splendida giornata di sole, verso casa Batllò, passando dalla Torre Agbar, e trovo anche il tempo di comprarmi un vestito da “spagnola”!!! Rosso a pois neri, proprio come si conviene! Ci godiamo le strade piene di bellissimi e ricchissimi palazzi e finalmente arriviamo in quest’altro capolavoro di Gaudì e, se è possibile, ci piace ancor di più, di tutti gli altri palazzi visitati! Casa Batllò.

(Questa è la tipica croce del Gaudì, che egli, essendo molto devoto, mise su ogni suo edificio)

Barcellona
Perché? Perché è magico, sembra quasi fatato, sembra la casa bella di Haensel e Gretel. Non vi dico dentro dove sembra che si apra un mondo sottomarino con la scala a forma di scheletro di balena e le mattonelle che vanno a degradare dal celeste chiaro fino all’azzurro intensissimo. E in cima sul tetto oltre a godere di una magnifica vista della città oltre che di una delle più belle vie di Barcellona, si trova il drago… Anche qui, però, non usufruisco di nessuno sconto… la casa è privata e se ne fregano degli insegnanti! Ma il prezzo (alto) viene ammortizzato bene dalla bellezza del palazzo e non ci penso più! Man mano che saliamo l’occhio di mio figlio si abbassa sempre più e si gonfia fino all’inverosimile e così l’ultima tappa prima della cena è una corsa in farmacia, dopo una telefonata interminabile con il nostro medico, per comprare un collirio per la congiuntivite. Stanchi e stremati, stavolta, ci infiliamo nel primo locale a portata di mano e con orrore scopro che tutte le pietanze prevedono il pane e io non posso che mangiare un piatto di patatine… Ma la stanchezza è tale e tanta che non mi importa… Ci portano i menù con su stampate le portate, dove appaiono panini dall’aspetto normale e con un prezzo molto ragionevole… scopriamo invece che sono dei finger food a 1,50 cadauno e le patatine sono solo cinque, sì proprio 5 di numero… Spendiamo un patrimonio per cenare e torniamo in albergo stanchi e digiuni!

7 marzo 2010: E’ domenica mattina, il tempo non è male e decidiamo di andare a visitare la fondazione Mirò, che la prima volta c’eravamo persi. La fondazione si trova nel bel mezzo di un fantastico parco, ben servito dagli autobus. Quindi prendiamo la metropolitana, che merita un capitolo straordinario a parte, e arriviamo a piazza Espanya, da dove si prende l’autobus per attraversare questo enorme parco in collina… ma, siccome siamo tanto fortunati, becchiamo la maratona per cui tutte le strade sono interrotte e i pullman non fanno servizio. Non ci demoralizziamo e decidiamo di andare a piedi. Sebbene la camminata non è stata indifferente, il gioco ne è valsa la candela. Intanto in questa piazza si trova una fontana, ma che dico una fontana, sono migliaia di fontane che affastellano tutta la strada e la piazza, fino ad arrivare al Museo di Arte Catalana, ospitato nel palazzo Nazionale di Montjuic, che è stato costruito (con assoluta magnificenza) per l’Esposione Universale del 1929 e ristrutturato da Gae Aulenti nel 2002.


Il museo non l’abbiamo visitato, ma una scelta si deve pur fare, per cui continuiamo a salire, fino a giungere ad un palazzetto bianco moderno, al cui interno si trovano le opere di Mirò.

Inutile dirvi che mi è piaciuto tutto, ma il mio amore per artisti come lui, Kandisky, e altri astrattisti, nasce già ai tempi dell’università, perché prima, purtroppo, nessuno me li aveva fatti conoscere… I miei figli, invece, rimangono un po’ basiti, ma io spiego loro da cosa nasce tutto ciò e soprattutto perché nasce, e alla parola “RIBELLIONE” si accendono e seguono più volentieri il percorso. Stendiamo un velo pietoso sulle mie entrate gratis o ridotte e stavolta anche sul cibo, che viene consumato al bar della fondazione, dove, naturalmente, non ci sono nemmeno le patatine… La giornata prosegue con una gita in teleferica verso il castello di Montjuic, del XVIII secolo, dove i miei figli sono andati in brodo di giuggiole per i numerosi cannoni (ma dico io si può essere così felici di vedere dei cannoni, con una madre pacifista come me???), ma dove, ho spiegato, che durante il regime di Franco, veniva usato per torturare e reprimere ogni tentativo di insurrezione. Inutile dirvi, che per quanto è ameno il posto, non mi hanno creduta minimamente e hanno continuato a giocare alla guerra…


Siamo quindi ridiscesi e per non farci mancare niente abbiamo preso pure la funivia, che ci ha condotto direttamente alla metropolitana e quindi al porto, che avevamo ammirato fino a quel momento dall’alto. Inutile dirvi quanto abbiamo continuato a camminare. La cena (a questo si ridotta la nostra vita notturna, ma con pargoli a carico, era il massimo che si potesse fare) invece doveva essere consumata in un’altra pizzeria con menù senza glutine: TELEPIZZA. Le indicazioni non erano del tutto chiare, ma avendo una natura da Sherlok Holms, l’ho trovata. Per chi volesse andare si trova a Passeig de Gràcia, ma uno molto più grande (e forse anche meglio organizzato) si trova ad Urquinaona, proprio di fronte alla metropolitana. Dunque, arriviamo (quasi increduli) e ci sediamo… il locale è vuoto e non certo perché è presto… Ci guardano un po’ sorpresi, ma comunque pronti a servirci. Per farla breve funziona maggiormente come pizza da asporto e ci dicono, però, immediatamente che l’unica pizza senza glutine disponibile è quella ai 4 formaggi… e io mangio pochissimi formaggi (da poco ho imparato a mangiarli, ma devono essere bianchi, cremosi, insapori…), ma sicuramente mai quattro tutti insieme… Inutile dirvi che ci siamo alzati e ce ne siamo andati! Per fortuna che di fronte c’era un locale tipo Fresco e così, almeno, la sera ho mangiato!

8 marzo 2010: ahimè ultimo giorno da passare a Barcellona. Decidiamo che è il giorno dedicato allo shopping (ci vuole, no?) e così di buon mattino ci dirigiamo alla Rambla per andare a visitare la Boqueria, il mercato più bello, variopinto, assortito e costoso che abbia mai visto. Abbiamo assaggiato quasi ogni tipo di frutta strana che abbiamo visto, abbiamo comprato caramelle gommose, finite in un batter d’occhio, anche il salamino per il sant’uomo e ho scattato migliaia di fotografie a tutte le bancarelle, in preda ad un estasi compulsiva che mi induceva a fotografare tutto ciò che non potevo portare via. Avete presente, per esempio, di quanti animali si possono mangiare le uova??? Lì ne ho contate ben otto specie: struzzo, emu, oca, quaglia, gallina, rovells (che sarà mai???), pavone, anéc (???). Avete presente tutti i tipi di confetti che avete mai sognato di vedere? Lì sono riuniti tutti insieme: di tutti i colori, di tutte le forme, di tutte le misure… Ecc, ecc.


Sulla Rambla poi i miei figli si sono divertiti un mondo a guardare i pittori con i loro dipinti, le loro caricature; i mimi, il mago che ha perfino coinvolto il cucciolo di casa e il cucciolone grande gli ha fatto la ripresa al contrario… e poi tutti i negozi e siccome c’era abbastanza freddino (- 3 gradi) entravamo ed uscivamo in continuazione per riscaldarci. L’impazienza dell’omone però, mi ha messo in imbarazzo (essendo l’unica donna, ero l’unica interessata allo shopping e 4 facce mogie e svogliate stavano lì a guardarmi, dicendomi “ANCORA???”). Insomma non ho comprato che due magliettine in un negozio che qui a Palermo ancora non c’è (Stradivarous) per la modicissima cifra di euro 7,90… e pure male sono stata guardata! Arriviamo così nuovamente al Barrio Gotico, dove decidiamo di fermarci per mangiare. Da lì, poi finalmente shopping. Ma mentre mangiamo comincia a cadere la neve… I miei figli estasiati da tale vista non facevano che fare foto all’evento, mentre noi aspettavamo che finisse… Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo e aspettiamo… Alle 15,30 decidiamo di uscire dal ristorante e di rimetterci in cammino, d’altro canto ancora lo shopping non ha portato i suoi frutti… Ma la neve invece di diminuire, rinforza. Così decidiamo di fare un’ultima visita al Palazzo della Musica Catalana (almeno si sta calducci e riparati).

Se non siete già stati a Barcellona e non siete andati a vedere questa sala di concerti, dovete assolutamente farlo. Sì, perché della bellezza e ricchezza di Barcellona, sembra che il merito vada tutto a Gaudì (che ha comunque contribuito grandemente), ma non si sa che ci sono stati tantissimi architetti altrettanto bravi che hanno contribuito alla grandezza della città, anche se non hanno raggiunto la fama del primo. Uno di questi è appunto Montaner, che nel 1908 disegnò questo grandioso edificio, che voleva fare da contrasto all’industrializzazione imperante. Per questo motivo l’intero edificio (sia fuori che dentro) sembra raccogliere tutta la bellezza della natura, con centinaia di ghirlande (una diversa dall’altra), moisaici, vetri colorati, pannelli istoriati, e quant’altro, che lo rende un’esplosione di colori, forme e luci. Dopo questa meraviglia decidiamo di vederne ancora uno monumento, si trova, quasi, sulla strada ed è un’altra casa disegnata interamente da Gaudì: Casa Calvet. Arrivati lì, però, scopriamo che è una casa privata e non visitabile, ma in compenso c’è un ristorante dove servono anche menù senza glutine… ma sono solo le 5… e mio marito è bagnato fradicio, così, molto a malincuore, decidiamo di ritornare in albergo in modo da permettergli di cambiarsi. Prendiamo la metropolitana, facciamo i dovuti cambi, e dopo pochi minuti usciamo alla fermata del nostro albergo e… troviamo tutto coperto di bianco. La neve cade ancora più fitta, i ragazzi si rincorrono lanciandosi le palle di neve, insomma sembra di trovarsi in montagna. Arriviamo in albergo, mio marito si cambia, accendiamo la tele e sentiamo al telegiornale di non muoversi di casa, che tutto è bloccato, che si ha difficoltà a rientrare a casa… Inutile dirvi, che non siamo più usciti. Ecco cosa riesce a fare mio marito pur di non uscire un centesimo dalla tasca… perfino il Padreterno ha convinto a scatenare una bufera per salvare il suo portafogli, e quando si tratta di salvare, si sa, Lui non si tira mai indietro!
Notte fra l’8 e il 9 marzo 2010: I bambini sono, naturalmente, felici di questo evento del tutto straordinario, ma io penso al ritorno… quindi la notte trascorre guardando i telegiornali che ci tengono aggiornati sulle condizioni metereologiche…
La mattina alle 8 avremmo dovuto prendere l’autobus per Girona, ma le strade sono ancora tutte bloccate, quindi fino alle 11 stiamo in albergo, aspettando. Ma siccome è un paese stra mega, ultra arci civile, hanno lavorato tutta la notte per liberare le strade, le ferrovie, gli aeroporti. Quindi alle 11 finalmente prendiamo il nostro autobus e alle 13 arriviamo all’aeroporto, dove scopriamo (ma con sollievo) che il nostro aerio partirà alle 15… meno male che ci siamo portati un libro…
Alle 17 atterriamo a Trapani alle 18 arriviamo a Palermo e alle 19 (a causa del traffico) arriviamo finalmente a casa!
Ora solo due o tre altre precisazioni:
1. innanzi tutto devo dire che Barcellona è una città pulitissima, senza spazzatura strabordante da tutti i cassonetti, senza traffico, senza macchine posteggiate (figuratevi le doppie file… ma Cammarata viaggia), ma, se avete un figlio di tredici anni, evitate comunque di farlo partire con un giubbotto bianco e relativa sciarpa coordinata, perché in ogni caso per quanto puliscano, le metropolitane i passamano delle scale mobili, così come le panchine hanno il brutto vizio di essere fastidiosamente impolverate e toccate da milioni di mani sporche, per cui, i suddetti capi, diventeranno neri e lerci anche lì;
2. se dovete partire con pargolo a seguito che dorme nella vostra stanza, fate patti chiari ed amicizia lunga, cioè spiegategli bene che non si sono badate a spese per quel terzo letto nella vostra camera, che c’è di proposito per lui, per essere usato e che le cameriere al mattino saranno felici di rifarlo…;
3. se, come me, siete abituati a dormire al buio, assicuratevi che ci siano le tapparelle da abbassare… io l’ho scoperto solo l’ultimo giorno, dopo aver dormito per 4 notti con la luce del pianerottolo sparata negli occhi tutta la notte (ma lo sanno lì che esistono svariati modi per il risparmio energetico, fra cui far accendere la luce solo al bisogno???);
4. vorrei spendere qualche parola sui parrucchieri spagnoli. Se per caso vi trovate a Barcellona, vi sconsiglio vivamente di farvi fare una messa impiega, un taglio e men che mai un colore… uscite tutte in serie: frangia alla Valentina e capello arancione… a prescindere dalla vostra età!
5. La metropolitana è una goduria, sopratutto per chi, come me, abita in una città dove i treni sono adibiti a metropolitana e la corsa c’è ogni 20 minuti negli orari di punta e ogni ora nel resto della giornata. Puoi comprare i biglietti come vuoi e cioè puoi fare l’abbonamento giornaliero, per due, tre, quattro e cinque giorni o puoi comprare un carnet da 10 biglietti… mai viste così tante possibilità e io mi chiedo, ma quelli delle FF.SS. vanno all’estero? Inoltre, una cosa che mi ha fatto veramente impazzire dalla gioia è il count down e così ogni tre minuti (dicasi 3!!!), tu sai fra quanti secondi arriverà il tuo treno… Cose dell’altro mondo!

E dopo questo “breve” resoconto, se siete arrivati fin qui giù, vi auguro una serena notte.
A presto
Stefania Oliveri
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30 Comments

  • Reply
    Mai
    19 Febbraio 2012 at 22:14

    Ho letto solo ora questo post!!! E a saperlo venivo con voi e non vi facevo passare tutta questa fame! Potrei averti indicato anche tanti posti o pure portarvi al ristorante giaponese del KEnji! Io adoro la Pedrera, la casa batllò il port e sopratutto la Boqueria! Pensa per un pò ho visuto davati la sagrada familia, adesso ci avita mia cugina! E poi, rovell vuol dire il rosso del uovo, e anéc vuol dire anatra… mi manca… Barcelona mi manca…

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    Shamira Gatta
    14 Luglio 2011 at 16:19

    Che nostalgia…
    Io ed il mio fidanzato siamo stati 2 voolte a Barcelona, e ce ne siamo innamorati!!!
    Parc Guell, lo zoo, casa batllò!!!
    A maggio torniamo, ma hai preso un appartamento???

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    Anna
    29 Aprile 2011 at 14:16

    Adoro Barcellona e le opere di Gaudìm, tanto che mio marito mi ha regalato per il mio 50esimo compleanno quattro giorni là, io e lui soli, una favola meravigliosa.
    Il tuo racconto come al solito è simpatico, si legge col sorriso, coinvolge e diverte, e mi ha catapultata per qualche minuto tra le strade di una città piena di vita, come te, come me!

    Sei venuta poi a Pisa? Mi sento in colpa per non averti dato informazioni sui ristoranti, ma davvero non li frequento, e non ho avuto modo di chiedere ad altri… perdonami 🙁
    E se mai tornerai da queste parti dobbiamo conoscerci (anche se io sono alta un metro e niente e dovrò attrezzarmi, come Gaia, con un bel paio di tacchi altissimi!!!!)

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    Ninia
    17 Marzo 2010 at 22:17

    Avevo proprio ragione, quando l'altra sera ti dicevo, che leggerti è sempre un piacere…che ho assaporato sino in fondo. E' stato davvero bellissimo e divertente il tuo racconto Stefy e molto coinvolgente..
    Un grande bacio picciotta e spero di sentirti presto e con calma in chat…
    Antonella

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    Daniela
    17 Marzo 2010 at 13:27

    Auguri Stefania; bellissimo il tuo reportage, con delle foto stupende. Ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato.
    ciao Daniela

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    fantasie
    17 Marzo 2010 at 12:44

    Alessandra: grazie tesoro, ma è tutto merito della città!

    RaffaellaM: grazie cucciola, spero di essere stata anche esaustiva (o per lo meno di aver dato qualche dritta) anche a chi come noi ha qualche problema a mangiare…

    dauly: hai visto, continuano le affinità! Ma come hai fatto a capire la mia età??? Sei una maga!

    LaSirematta: grazie mille, mia cara, ma deprimendomi è meglio che nessuno lo sappia…. Visto che buon metodo ho trovato per la depressione da compleanno? Funziona, provaci! splash e mille splash a te!!!

    sabrine: ti immagini che frittatona??? Io, il sogno iberico, l'ho tutte le notti… e tutte le mattine sono puntualmente senza uova…

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    sabrine d'aubergine
    17 Marzo 2010 at 11:09

    Stefania grazie: è stato quasi come esserci. E dico "quasi" perché al risveglio da questo iberico sogno non mi sono ritrovata le uova di emu e di pavone… Peccato! Ci avrei fatto una frittata "con la ruota"…
    Ciao!

    Sabrine

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    LaSirematta
    17 Marzo 2010 at 7:36

    ops, forse ho dimenticato di farti gli auguri … occhei, te li faccio adesso!
    barcellona è una città meravigliosa, e me l'hai fatta rivivere in questa carrellata frenetica e fantasmagorica in tutti i suoi angoli! Lo zoo ancora non ho avuto il coraggio di visitarlo, ma tanto, se è vero che non c'è due senza tre, tornerò a barcellona per la terza volta ed avrò modo di visitare anche quello.
    Certo che c'è voluta la presenza della vostra vulcanica famiglia per far nevicare anche lì! ma lo sai che ne hanno parlato i tg anche qui, talmente è straordinario questo fenomeno in quei lidi?
    p.s.: anch'io mi deprimo per il mio compleanno, anzi, la depressione mi dura per tutta la settimana precedente al giorno fatidico… bello, il tuo modo di esorcizzare la tristezza, credo proprio che te lo copierò.
    splash!

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    dauly
    16 Marzo 2010 at 23:42

    comincio col farti gli auguri per i tuoi 25 anni, poi continuo dicendoti che ho letto tutto tutto tutto e mi sono divertita un sacco col tuo reportage di viaggio, finisco col dirti che abbiamo un'altra cosa in comune oltre la passione per i giorielli discreti…la mania dei capelli!! anche io non vado da nessuna parte se non li ho perfettamente puliti e lisciati…e anch'io capita che mi svegli riccia!! un abbraccione

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    RaffaellaM
    16 Marzo 2010 at 22:11

    Sei uno spasso Stefania (mi hai fatto ridere e sorridere più volte nella lettura). E' un vero piacere leggere i tuoi racconti siano essi i resoconti di un viaggio oppure di un incontro fra amiche bloggers. Comunque bello il reportage, anche quello fotografico e son contenta che vi siate divertiti. Ciao

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    alessandra
    16 Marzo 2010 at 21:32

    Un racconto pieno di belle sensazioni e belle foto, Barcelona è splendida.
    Baci Alessandra

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    fantasie
    16 Marzo 2010 at 18:48

    Muscaria: Quando si parte è più difficile poter mangiare se si hanno dei problemi, anche se la Spagna per i celiaci è proprio un paese adatto!
    Aggiungerò qualche parola in siciliano più spesso, visto che vedo che viene compreso e per di più piace…

    Alem: sotto la neve, per noi, è stata fantastica… chi se lo poteva mai immaginare?

    stefania: grazie per le tue parole di incoraggiamento, con un post così lungo non è assolutamente facile!

    Giuky: io ci tornerei ogni anno!

    Lo: visto la potenza!!! Ho visto le spagnole e i loro capelli… ergo…

    Acquolina: assolutamente!. Ogni volta che parto e ritorno, vorrei ripartire immediatamente!

    daniela: SEI TROPPO CARINA CON ME!

    Romy: grazie tesoro per le belle parole e ritornaci, è sempre più bella!

    stefi: da vedere assolutamente!!! E sono contenta se un po' l'ho fatta vivere anche a te!
    Ecco perché erano 100 gr!!! Mi sembravano un po' troppi, preoverò con qualcuno. Grazie.

    Sonia: Grazie, ho cercato di scegliere quelle più significative…

    Chiara: Sono contenta di averti fatto rivivere quei momenti… e comunque eravate tutte un po' lì con me!!!

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    Chiara
    16 Marzo 2010 at 15:22

    grazie Stefania per il tuo bellissimo, divertente, avventuroso, coinvolgente racconto!!!
    adoro Barcellona!! è stata la mia prima vacanza all'estero son gli amici e da quella volta mi è rimasta nel cuore e ogni tanto ci ritorno!
    con il tuo racconto mi è sembrato di essere lì con te nella magica Barcellona!!
    grazieeeee!!!!!!!!

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    Sonia
    16 Marzo 2010 at 14:17

    Ciao, che belle foto!!

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    stefi
    16 Marzo 2010 at 11:59

    Barcellona, è una città che vorrei vedere, ma ancora non ho avuto la possibilità di andarci:
    Comunque grazie alla tua narrazione e il reportage fotografico, posso dire di aver viaggiato con te!!!
    Non ho spegificato che i funghi li ho pesati da bagnati, quindi non saprei proprio quanti potessero essere in realtà!!!!

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    Romy
    16 Marzo 2010 at 11:31

    Ho letto il tuo resoconto di viaggio tutto d'un fiato, con grandissimo piacere, e con il gusto di ritrovare questa splendida città che ho avuto, purtroppo troppi anni orsono, il piacer immenso di visitare! Ti abbraccio 🙂

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    daniela
    16 Marzo 2010 at 9:44

    Sei una forza della natura!!!! mi è piaciuto moltissimo il tuo racconto e sono belle e particolari anche le foto! Un bacione

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    Acquolina
    16 Marzo 2010 at 8:28

    Che bello viaggiare! Ho visto Barcellona ma un po' di corsa, la neve quest'anno non ha risparmiato nessuno, i disagi ci sono, però chissà che bei panorami!
    Ciao!

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    Lo
    16 Marzo 2010 at 8:14

    wow…..sei stata così vulcanica che hai fatto scoppiare una bufera di neve…meraviglioso resoconto!! Senti ma come cappero fai a sapere dei parrucchieri spagnoli? Non avrai tinta arancione e frangetta ora??? un bacio tesoro

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    Giuky
    16 Marzo 2010 at 8:00

    barcellona è davvero bellissima!:)e il pavone magnifico..e la neve pure..:)beata…ci devo ritornare:)

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    stefania.confidential
    16 Marzo 2010 at 7:36

    bellissimo resoconto, sei molto brava a coinvolgere nel racconto, buona giornata

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    Alem
    16 Marzo 2010 at 7:18

    barcellona è sempre meravigliosa.. ma sotto la neve??? !!!

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    Muscaria
    16 Marzo 2010 at 1:50

    Letto tutto, e guardato le foto, è stato istruttivo e divertente! 🙂
    Ma la ciliegia sulla torta è stata, per me, leggere qua e là qualche parola in in siciliano (si vede tanto che soffro di astinenza da Montalbano??? :-D)

    Mi sono riconosciuta nelle tue disavventure mangerecce, non sono celiaca, ma ho problemi di intolleranze alimentari ^^

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    fantasie
    15 Marzo 2010 at 23:32

    pagnotella: Ma quanto sei dolce??? Ti adoro!

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    fantasie
    15 Marzo 2010 at 23:30

    Max: e ce ne vorrà di tempo!!!

    Deborah: chi c'è stato ne rimane assolutamente incantato! Chi ci va non può immaginare cotanta bellezza!

    RObY: Sei sempre una delizia. Tvb anche io!!!

    Giò: e sai che io ci ritornerei anche l'anno prossimo?
    Baci

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    pagnottella
    15 Marzo 2010 at 23:29

    Ha ragione Roby, la lettura scorre che è un piacere…
    Bellissimo resoconto, le immagini tutte bellissime, ma come t'ho scritto in chat quella del cucciolo col delfino è pazzesca (l'ho rubata ^_^)
    Sei una donna fantastica, hai anche fatto ricerche circa i risto per celiaci…
    Insomma un susseguirsi d'emozioni, l'arte, il cibo, la civiltà, la neve ed un pò meno lo shopping :-)))
    Un bacione gioia mia e grazie per aver regalato anche a noi questo viaggio 🙂

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    Giò
    15 Marzo 2010 at 23:02

    grazie per questo reportage mi hai fatto tonare direttamente al 1997 alla mia indimenticabile vacanza spagnola……che bei ricordi e che meravigliosi luoghi! splendide e azzeccatissime le descrizioni delle case di Gaudì. bacio

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    I pasticci di Roby
    15 Marzo 2010 at 22:57

    Ti sembrerà che esagero,ma l'ho letto tutto d'un fiato;hai un modo di narrare assolutamente coinvolgente.Fantastico viaggio in luoghi ancor più fantastici.Auguri cara amica e come promesso avrai la tua torta.Tvb,Roby

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    il sapore del verde
    15 Marzo 2010 at 22:52

    Stefania ce l'ho fatta! Ho letto tutto, dico tutto, il tuo reportage! Un pò per curiosità, un pò perchè Barcellona è un incanto ed io lo so bene! A casa Milà ho lasciato gli occhi, qualche anno fa… poi li ho lasciati a casa Batllò e poi anche al parco Dalì e in tanti altri angoli di quella meravigliosa città. Era estate e forse l'atmosfera era un pò differente ma la bellezza è bellezza, no?! Tanti auguri, in ritardo!, per il tuo compleanno e complimenti per il viaggio… Un abbraccio. Deborah

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    Max
    15 Marzo 2010 at 22:29

    Intanto ti lascio un commento sulle foto da voi scattate, belle specialmente quell'uccello pavone è staordinario. Commenterò il libro non appena avrò finito di leggerlo!!! Ciao.

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