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Pane dolce del sabato senza glutine con curd al melograno e lemon cure

Pane dolce del sabato senza glutine - Cardamomo & co
 
(In questo post: pane dolce del sabato – non un challah – con lemon curd e con pomegranate curd, ovvero curd al melograno, melograno e semi di cardamomo)
 
 
Sfida sulla cucina ebraica, questo mese.
E chi la conosceva?
A Palermo c’è solo un vago ricordo del quartiere ebraico (ridotto al vicolo Mesquita) e non c’è traccia di nessuna cultura a tal riguardo… La loro cacciata, nel 1492, fu definitiva…
E però, sugli ebrei, ne ho sentito parlare presto, merito forse dei miei insegnati e il primo libro che lessi sulla loro tragica vicenda, è stato quello di Anna Frank.
Avevo forse 9 anni e mi segnò indelebilmente. Diversi anni dopo, quando frequentavo l’università, feci l’Erasmus ad Amsterdam e la prima cosa che volli visitare, fu proprio la casa di Anna Frank…
Da allora, ho letto molti altri libri, sicuramente meno famosi, ma non per questo meno
intensi e meno toccanti. L’ultimo, “Il bambino col pigiama a righe”, che forse perché i protagonisti sono due bambini, mi fece versare fiumi e fiumi di lacrime, perfino al cinema quando portai i miei alunni a vedere il film, nella benedetta giornata della memoria. Sì, benedetta, perché, perfino il mio pargolo n.1, il più superficiale dei tre, al ritorno a casa dalla visione del film, era tutto sconvolto, e per la prima volta mi disse: “dimmi che non è mai successo
veramente!”
Suscitò talmente scalpore nella mia famiglia che parlammo per giorni di questo film, tanto da incuriosire anche il pargolo n. 3, ancora davvero troppo piccolo, a voler vedere a tutti i costi questo film. Io lo accontentai, stimolando, forse
un po’ troppo, la fantasia del pargolo, che mi fece chiamare addirittura dalla maestra… e, anche, questa è storia!
Tre anni fa, poi, ho accompagnato i miei alunni a Praga per la gita scolastica di fine d’anno. A Praga c’è un quartiere ebro meraviglioso con tre sinagoghe bellissime e struggenti, che riportano la testimonianza di quegli anni terribili vissuti
dagli ebrei. Il solo vedere i nomi di tutti gli ebrei morti affrescare tutte le pareti (altissime) della sinagoga, dà i brividi.
Poco lontano da una di queste sinagoghe, poi, c’è anche l’antico cimitero ebraico,
un luogo incantato e magico, dove ancora si respira l’aria pesante della tragedia, ma dove si avverte anche la speranza, grazie alle pietre lasciate sulle tombe, in segno di preghiera…
Ma la visita al campo di concentramento di Terezin è la tappa che proprio non deve
mancare se passate da Praga. Vedere i luoghi dove migliaia di ebrei vennero torturati, dove “vissero” fino alla morte e dove furono ammazzati in maniera barbara, è stato davvero una esperienza che ti segna per la vita e che è giusto che ognuno di
noi faccia, soprattutto da quando i negazionisti asseriscono che non è mai successo niente…
In ogni caso, da cristiana, so bene chi sono gli ebrei, so benissimo che è il popolo prediletto da Dio…
E, però, non conoscevo la loro cucina. Mai fatto una ricetta ebraica. Mai, nemmeno, assaggiato una pietanza ebraica… Così, questo mese, il mio viaggio in questa cultura si amplia con questo pane dolce del sabato, toccando uno degli aspetti
fondamentali, per conoscere un popolo: la sua cucina!
 
Pane dolce del sabato senza glutine - Cardamomo & co

Pane dolce del sabato senza glutine – Cardamomo & co

 
Ma adesso parliamo della ricetta…
Come tutti i lievitati, sono la bestia nera di noi celiaci. Sempre a rincorrere un sapore
perduto, una fragranza impossibile, una freschezza dimenticata…
Ovviamente non fa eccezione nemmeno il pane dolce del sabato … e per la verità nemmeno quello
del venerdì, del giovedì e così via scendendo verso l’inizio della settimana.
Insomma il nostro pane, non è il vostro pane, perché sebbene venga buonissimo, dopo
qualche ora diventa immangiabile…
Ora, so che la sfida non consiste nel fare il lievitato in sé, che con la ricetta di
Eleonora viene buonissimo e col glutine, basta saperci fare (ma ci sono fior fiori di trattati al riguardo) e viene perfetto. Ma per me, per noi celiaci, la sfida sta tutta lì, nel riprodurre un lievitato col glutine, senza glutine!
Perché, per fare un lievitato che si rispetti (almeno nelle prime ore della sua vita) le regole da seguire sono totalmente diverse.
Innanzi tutto i liquidi! I liquidi devono essere maggiori, anzi devono essere talmente tanti da rendere quasi impossibile la lavorazione dei lievitati. Perché, se i liquidi sono in quantità inferiore, e quindi l’impasto risulterà bello
malleabile come quello glutinoso, appena cotto sarà duro come una pietra e
quindi anche le prime ore della sua vita saranno compromesse irrimediabilmente.
Secondo problema, non affatto secondario, è che NON c’è il glutine. Il glutine rende
tutto elastico, morbido, lavorabile. Se non avete mai avuto la doppia
esperienza non potete capire di cosa parlo, ma quando, dopo ben 14 anni, ho
ritoccato un impasto col glutine, a casa dell’adorabile EliFla (un impasto di Michel Roux, ma seppure fosse stato di vattelapesca sarebbe stato migliore di quello senza glutine), ho avuto un’esperienza quasi mistica nel lavorare un
impasto così flessibile da ritornare indietro anche dopo steso. E mentre stendevo, lanciavo gridolini di giubilo, con occhi esterrefatti e increduli, tanto da suscitare negli astanti, perplessi, dubbi sulla mia sanità mentale (qualora
non ce ne fossero già stati).
Va da sé, che la sfida nella sfida, per noi celiaci è stata proprio questa. E sebbene nonmi senta di rappresentare tutta la categoria, nello sforzo di far venire benequesto lievitato, ho messo in secondo piano l’aspetto esteriore e soprattutto
l’interno, che, invece, nella sfida, era la cosa da curare maggiormente.
Quindiniente effetti speciali, così come ogni volta che si propone una ricetta in cui la farina la fa da padrona, ma la soddisfazione di avercela fatta … nonostantetutto.
Devoringraziare innanzi tutto Simonetta per aver tentato per prima questa ricetta e avermi dato la spinta a partecipare, e le ragazze di Un cuore di farina senza glutine, pioniere del senza glutine, ormai ad altissimi livelli,  per i preziosi consigli sulle farine
dietoterapiche, che potete trovare tutti nel loro meraviglioso e preziosomlibro. E devo ringraziare Eleonora in particolare, per avermi lanciato in questa avventura che non finirà più!
Adesso non mi resta che dirvi come ho fatto, sperando che qualche celiaco italiano, magarianche ebreo, possa avvantaggiarsi da questa mia esperienza.
 
Pane dolce del sabato - Cardamomo & co

Pane dolce del sabato – Cardamomo & co

 
Pane dolce del
sabato (e non chiamatelo challah!)
Ingredienti:
300 gr di farina senza glutine: Simonetta ha usato il Mix
B di Schaer, io invece ho usato quello di Felix e Cappera con l’aggiunta della
farina Bezgluten:
140 gr Farmo,
60 gr Pandea,
50 gr  Bezgluten,
50 Agluten  piú
quella per spolverare il piano di lavoro (circa altri 150 gr di farina Farmo)
2 uova medie
30 gr di zucchero
1 bustina di lievito secco (7 gr)
40 gr di olio
200 ml di acqua tiepida (37 gradi)
1 uovo per spennellare
semi di cardamomo
Lemon curd e pomagranete curd all’olio
melograno
 
 
Sciogliere il lievito in 50 ml d’acqua tiepida con un
cucchiaino di zucchero e attendere 10 minuti per far attivare il lievito.
Bellissimo vedere formare la schiumetta, un’esperienza quasi mistica come
quella dell’impasto glutinoso! 😉
In una ciotola grande (io l’ho fatto nel Bimby) mescolare le uova con lo zucchero rapidamente, giusto per amalgamare i due ingredienti, e poi unire il sale e l’olio.
Versare nel composto il lievito e mescolare. Unire poco
alla volta le miscele di farina, alternandola con l’acqua rimanente.
Quando si ottiene un impasto morbido che si stacca dalla
ciotola (e qui che ho aggiunto il resto della farina, perché rimaneva sempre
troppo molliccio e appiccicoso), si può lavorare con la mani. Quindi trasferitelo
su un piano di lavoro infarinato e impastatelo a mano per qualche minuto ancora.
Formate una palla, ungere una ciotola con un po’ d’olio, far rotolare l’impasto
dentro la ciotola in modo che si unga d’olio, copritelo con una pellicola e
fate lievitare in un luogo tiepido.
 
Nel frattempo, se vi siete fatti aiutare da un pargolo n. 3 come il mio, ripulite la cucina dalla farina sparsa dappertutto e dall’olio, versato a profusione (forse preso da un momento mistico anche lui e compunto a
tal punto dalla sacralità del gesto, da  voler ungere ogni cosa a tiro?)
Nel frattempo, dicevo, preparate il lemon curd all’olio e
il pomegranate curd. Su quello al limone vi rimando qui per la ricetta. E’
molto noto, è buonissimo ed io ho usato la versione all’olio della mitica
Alessandra, proprio perché dovevano evitarsi tutti i latticini.
Per la versione al melograno vi rimando più sotto, ed è
una mia personalissima ricetta e realizzazione… Sfido chiunque a trovarne una
simile nell’etere!
 
Pomegranate curd
Niente di più libidinoso!
30 gr di melassa si melograno
2 tuorli e 2 uova intere
1 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine di
oliva.
 
Io l’ho fatta con il Bimby, in
questa maniera: Mettere tutti gli ingredienti insieme nel Bimby e azionare per
7 minuti, velocità 3 ad temperatura 80.
Spalmare sui rotolini solo quando è
freddo!
 
Quando duplica il volume, più o meno dopo un’ora (ma molto dipende dalla temperatura dell’ambiente, quindi controllate ogni mezz’ora) trasferire nuovamente l’impasto sul piano di lavoro infarinato lavorarlo con le
mani ancora per un paio di minuti e poi formare tre rotoli non troppo sottili e intrecciarli tra loro, schiacciare bene i capi della treccia e piegarli sotto la forma di pane, mentre si intrecciano i tre rotoli compattarli di tanto in
tanto stringendo da treccia ai lati con le mani.
Io, per paura di sgonfiare l’impasto, non l’ho steso… Ho spalmato le creme sull’impasto, poi ho cosparso con i grani di melograno fresco, e poi ho fatto le trecce. Ora, a dirla tutta, e come si vede bene dalle foto, il
concetto di treccia per me è relativo… ma devo essere stata un elefante in
un’altra vita e mi deve essere rimasta la sua manualità! In ogni caso, la crema
sparsa sopra, non ha agevolato il processo…
Mi sono venute due pani intrecciati e tre brioche (per il pargolo che non mangia i ripieni…)
 
Pane dolce del sabato - Cardamomo & co

Pane dolce del sabato – Cardamomo & co

 
Ho adagiato le “creature” su una placca, unta, leggermente, di olio e ho fatto lievitare ancora per almeno mezz’ora, 40 minuti.
Durante la lievitazione, non avevo tenuto conto del fatto che crescessero così tanto, così alla fine si sono quasi unite le due trecce…
forse in uno slancio di afflato fraterno, o forse per regalarmi l’esperienza picassiana della creazione…
Stando al post di Simonetta, sebbene sia un impasto senza glutine, questa seconda lievitazione è necessaria.
Ho spennellato con l’uovo leggermente sbattuto la superficie del pane e spolverizzato con semi di cardamomo (forse pochi, ma ci sono…)
 
Pane dolce del sabato - Cardamomo & co

Pane dolce del sabato – Cardamomo & co

 
Cuocete in forno caldo a 200 gradi per 20 minuti circa,
quando la superficie è dorata.  Io ho fatto
cuocere a 190° per 10 minuti, perché poi la superficie si era scurita e mi sono
preoccupata che si bruciasse! Ma in realtà, è stato sufficiente.
E’ pronto quando dandogli dei colpetti sul retro si sente
un rumore sordo. 
 
Suggerimenti:
– il pane è venuto morbidissimo, della consistenza di una brioche siciliana…
– il quantitativo, forse, sarebbe stato sufficiente per qualche altra brioche, ma il
sapore, da crudo, è talmente buono, che ne ho mangiato una quantità
stratosferica (ma voi non fatelo);
–  conservatelo
avvolto in una pellicola o in freezer tagliato a fette; 
– il
pomegranate curd è molto dolce, e va benissimo per un impasto piuttosto neutro
come questo, ma se volete usarlo per una torta già zuccherata, diminuite la
quantità di zucchero almeno di 50 gr.;
– infine, il colore del curd al melograno è questo e assomiglia un po’ al caramello,
anche al gusto, ma se volete un colore che si avvicini maggiormente al colore
dei grani, mettete un pizzico di colorante…
–        
Con questa
ricetta partecipo all’MTC di questo mese
 
A presto
Stefania Oliveri
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35 Comments

  • Reply
    pici senza glutine: pasta fresca | Cardamomo & Co.
    23 Settembre 2016 at 17:13

    […] celiaci, sia sempre più difficile. Abbiamo iniziato con la pasqualina, abbiamo continuato con il pane dolce del sabato e adesso anche la pasta fresca, per giunta senza uova! Impresa titanica per i celiaci! Non solo […]

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  • Reply
    Roberta - Pupaccena
    26 Ottobre 2012 at 14:52

    ma sai che, se riuscirò a finire di scrivere il mio post-work in progress, anch'io faccio riferimento alla Meschita???
    parli di posti che non ho mai visto e capisco che è stato coinvolgente e impressionante. un giorno spero di andarci anch'io, credo che in qualche modo serva a non dimenticare e a fare sì che ogni singola esperienza di quei luoghi moltiplichi i racconti e il ricordo.

    …ecco, questo pane dolce è già più vicino a una delle mie creature… ma il mio era moooooolto peggio e io mica sono tosta come te… porello, brutta fine!
    il cerchietto sul semino è fantastico :DDD
    e il curd al melograno è libidinoso davvero!!!

    :*
    roberta

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  • Reply
    La Gaia Celiaca
    24 Ottobre 2012 at 20:53

    rispondo io per stefania: nella miscela che ha indicato non ci dovrebbe essere il latte in polvere.

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    ๓คקเ
    24 Ottobre 2012 at 17:22

    Ma insomma Stefà, scrivi un post bellissimo e serissimo e poi in ultimo mi fai scoppiare a ridere con l'esperienza picassiana della creazione? 😀 Solo tu…
    E posso dirti una cosa? MERITI DI VINCERE. Per davvero.
    Un abbraccio.

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  • Reply
    Eleonora Colagrosso
    24 Ottobre 2012 at 15:57

    Io non so come fate a fare queste meraviglie senza glutine. Partite svantaggiate…ma tirate fuori sempre delle meraviglia!
    Sapevo che non mi avresti delusa.
    un abbraccio

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  • Reply
    Murzillo Saporito
    23 Ottobre 2012 at 10:10

    Tu sei un mito! Per quel poco che ho avuto a che fare con le farine senza glutine davvero non so come tu faccia….so che questo non ti aiuta però hai tutta la mia ammirazione!
    Un bacio

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  • Reply
    Beglaubigte Übersetzungen
    21 Ottobre 2012 at 13:46

    Ah this pastry looks amazing! Will translate the recipe and try! Thanks!!

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  • Reply
    cristina b.
    20 Ottobre 2012 at 21:46

    sei IMMENSAMENTE brava!!!

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  • Reply
    Glu.fri
    20 Ottobre 2012 at 18:09

    Grazie..a te. Perché hai detto tutto tutto tutto !!
    Bacioni, Simo

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  • Reply
    Alessandra Gennaro
    20 Ottobre 2012 at 9:09

    Mi accodo all'incredulità di tutti: ma come fai, a far lievitare queste terribili farine, dai nomi così poco invitanti, che tutto lascerebbero presagire, tranne che un risultato di questo genere?
    Dimmi che hai l'energia delle mani- e che dopo la forno star abbiamo anche la pranoterapeuta dei lievitati…
    Bravissima, davvero 🙂
    ………………………………..

    e ora, parto con la domanda che la Ele non ha il coraggio di farti: nella miscela che hai indicato, c'è il latte in polvere? se sì, la regola su questo punto è tassativa, purtroppo, anche con i celiaci…

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  • Reply
    Patty
    20 Ottobre 2012 at 9:05

    Quel libro l'ho letto insieme a mia figlia l'anno scorso, contemporaneamente alla lettura che facevano a scuola nei giorni della memoria. Videro anche il film, che è ugualmente bellissimo. Ma l'emozione più grande l'ho provata nel rendermi conto di quanto l'enorme orrore presente in maniera mascherata nel racconto, abbia portato mia figlia a chiedermi più volte se fosse vero. Come che l'innocenza, la stessa dei bimbi protagonisti, impedisca di vedere il male fino in fondo. Praga è una città davvero magica in tutto e per tutto ed i luoghi che hai citato devono necessariamente essere visitati quando si passa di lì.
    Circa il tuo pane, a me sembra meraviglioso e farei carte false per un barattolino di quel curd in cui inzupparlo nonostante il ripieno. Ti abbraccio forte. Pat

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  • Reply
    Milen@
    20 Ottobre 2012 at 9:03

    Grande ammirazione per la riuscita del pane senza glutine 😀

    Qualche anno fa anch'io ho fatto il pomegranate curd, ma sono partita dal succo di melograna ed il colore seppure non sia di un bel rosso brillante come mi aspettavo, si avvicina di più a quello del frutto di partenza ….

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  • Reply
    Edith Pilaff
    20 Ottobre 2012 at 7:55

    Ciao Stefania,io sono una fallita gia' col pane col glutine,con impasti senza glutine ho fatto esclusivamente disastri! Pero' il tuo mi sembra riuscito alla perfezione…. Copio subito!
    Buon weekend.

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  • Reply
    Vitto da Marte
    20 Ottobre 2012 at 7:44

    Stefania sono senza parole. Ma le tue mani sono magiche!
    E il tuo post è bellissimo e commovente.
    Un abbraccio, Vitto

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  • Reply
    Rosita Vargas
    20 Ottobre 2012 at 2:22

    Fantástica receta hace tiempo te sigo y me encantan todas tus recetas,saludos y abrazos y abrazos.

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  • Reply
    Loredana
    19 Ottobre 2012 at 20:14

    Cara Stefania, questa volta ti sei superata, ho provato una sola volta a fare qualcosa senza il glutine ed è stata un'impresa, tu hai fatto anche le brioche!!!
    Che dirti se non che sei fantastica?

    Per non parlare di quella farcia,tutto incredibile e doppiamente sorprendente! 😉

    ciao loredana

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  • Reply
    Acquolina
    19 Ottobre 2012 at 19:58

    sempre più difficile! questo MTC è una vera sfida e tu l'hai vinta alla grande! ma la melassa di melagrana la trovi già pronta? sono curiosa!

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  • Reply
    Chiara Picoco
    19 Ottobre 2012 at 18:28

    che dire amica mia, i nomi di tutte quelle farine mi fanno un pò paura, ma se lo prepari tu io lo mangio di sicuro!
    Un abbraccio

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  • Reply
    mimma
    19 Ottobre 2012 at 17:29

    …semplicemente fantastica questa ricetta!!!! ho finito gli aggettivi….!!!!
    bravissima!!!

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  • Reply
    La Gaia Celiaca
    19 Ottobre 2012 at 14:45

    mi sono letta tutto il post dall'inizio alla fine (e corto non era :-P) ed è stato bello.
    perché racconti quello che viviamo tutti i giorni, che, ci tengo a precisarlo, non è certo una tragedia, ma un discreto rompimento di cabbasisi si (ma cabbasisi è kasher?).
    e tutto questo per produrre una roba super-raffinata che si più non si può. il curd di melograno!!!! solo tu lo potevi inventare!!!! Veramente oltre, bellissimo, buonissimo, una meraviglia.

    Stefania for president!

    scusa, mi ero lasciata prendere dall'entusiasmo… limitiamoci a un
    Stefania for winner!

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  • Reply
    Valentina
    19 Ottobre 2012 at 13:57

    La mia prima treccia era orribile, per la seconda mi sono messa il pc con tanto di tutorial davanti 😀 Magari nella vita precedente ci siamo incontrate nella savana! La sfida nella sfida secondo me l'hai vinta alla grande, poi quel curd al melograno mi tenta parecchio!

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  • Reply
    Saparunda's Kitchen
    19 Ottobre 2012 at 11:47

    L'ultima foto mi ha fatto morir dal ridere con il semino evidenziato dal cerchietto…ahahahhaha!
    Bravissima come sempre Stefi, complimenti! Per te è stata veramente una super sfida!!
    Comunque, melassa di melograno? O_O

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  • Reply
    spuntiespuntini senza glutine
    19 Ottobre 2012 at 11:16

    Gran bel da fare che ti sei data!!!! Davvero un bel post e belle ricette!! BRAVA stefy…Ti consigliamo anche di leggere "La banalità del male" Anna Arent e provare a visitare il campo di "Sachsenhausen" vicino Berlino, in inverno con -5 gradi, e solo così provare ad immaginare che sofferenze e atrocità queste persone hanno subito…Grazie stefy, tu che fai un mestiere importante come l'insegnante, fai in modo che ci si ricordi di tutto ciò e anche di molti altri…

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  • Reply
    TataNora
    19 Ottobre 2012 at 11:14

    Eccoti!!!! Cominciavo a disperare di veder le tue *creature*!!
    Sono meravigliosi come i semi di cardamomo che mi piacciono tantissimo e che metto persino nella macedonia.
    Brava, …. DI PIU'!!!
    Nora

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  • Reply
    Francesca
    19 Ottobre 2012 at 9:06

    io ti devo dire..che…appena ho visto contrassegnato il seme di cardamono, sono scoppiata dalle risate (e la finisco qui). Mi hai fatto venire in mente che anch'io ho visto il film di "il bambino con il pigiama a righe" e con tutta onestà, ho pianto moltissimo anch'io. Soprattutto ,anche se cinematograficamente parlando, ho avuto piacere che il tenente (o quello che era) stesse provando cosa significa sapere che suo figlio stava morendo proprio come lui stava facendo morire migliaia di bambini. Non sono cinica.., per l'amore di Dio, ma sono stata a Dachau, e nei campi di detenzione, e poi a Sachsenhausen proprio quest'estate, e sarnno stati gli ormoni da "gravida" ma sono fuggita, non potevo rimanere là un minuto di più. Poi mi chiedo come sia possibile accettare il negazionismo. Detto questo vengo alla ricetta, sensazionale, l'accostamento ad una curd di melograno, della quale sconoscevo l'esistenza, è inutile siete una fonte inesauribile! Il pane è a dir poco sensazionale, e no sono sicura di non trovarne una diversa!
    Baci Ciccia

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  • Reply
    roberta
    19 Ottobre 2012 at 8:32

    Ma lo vedi come sei??? Falsa, sei una falsona!!…sempre a dire ah io non pubblico, ah io mi ritiro, ah io questa volta non partecipo….e poi ci sforni, letteralmente, queste delizie, sia letterarie che culinarie….con tutte le complicazioni e le difficolta' del senza glutine per giunta…Sei un'asina e io ti adoro!

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  • Reply
    Ginestra e il mare
    19 Ottobre 2012 at 8:25

    Dopo questo post se non ti fanno vincere SCIOPERO!
    Ma quanto t'adoro?!!

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  • Reply
    Ilenia - senticheprofumino
    19 Ottobre 2012 at 7:51

    …certo che te la cavi alla grande anche con le cucine che non conosci!!!!!!!!! Ottime tutte le preparazioni brava davvero!! ….ma sai che non ho mai usato il cardamomo?? ieri però l'ho cercato al supermecato proprio pensando a te…ma non l'ho trovato…prima o poi…buona giornata!!

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  • Reply
    EliFla
    19 Ottobre 2012 at 7:46

    Una delle cose che mi sono piaciute all'infinito a Praga è stata la Sinagoga e il cimitero ……. Hai fatto un lavorone …senza glutine credo sia una delle cose più difficili da fare …un lievitato..e comunque non metterei in secondo piano i tuoi accostamenti di ripieni…sei stata una maga … baci e buon weekend

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  • Reply
    stella
    19 Ottobre 2012 at 7:27

    E' bellissimo il quartiere ebraico di Praga, che mi hai ricordato!
    Bhè io suggerirei che la vincitrice potresti essere tu perchè un impasto così difficile senza glutine sei riuscita in un'impresa impossibile, anche perchè il ripieno mi piace assai, visto che avevo pensato anche io al lemon curd, che pero' non ho fatto perchè già ci sono 2 uova nell'impasto, se ne aggiungevo altre 2 mio marito mi sparava 😀

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  • Reply
    Stefania
    19 Ottobre 2012 at 7:09

    ho letto ogni parola con attenzione e sono davvero meravigliata dal tuo risultato. Forse proprio perché da glutinosa anche io ho provato un lievitato senza glutine (nemmeno troppo buono per la verità) e so cosa vuol dire. L'esperienza mistica di cui parli tu io l'ho provata inversa con la colomba gluten free. Tanto di cappello!

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  • Reply
    Fabiola
    19 Ottobre 2012 at 7:06

    come sai non ho, fortunatamente, il problema, ma quelle poche volte che ho impastato, completamente gluten free, ho avuto seri problemi, quindi capisco che è stata un'impresa, ma la tua volontà di provarci va premiata….
    ottimo risultato, baci fabiola.

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  • Reply
    Ely Valsecchi
    19 Ottobre 2012 at 6:43

    Eh già la lievitazione per le farine senza glutine è davvero una minaccia :-))) Io per fortuna il pane lo faccio poco e solo quando ho un celiaco come ospite ma faccio una fatica visto la mia poca esperienza, questa sfida ha tirato fuori il meglio da ognuno di voi gluten free o tradizionali davvero dei mix di sapori a volte sconosciuti ma interessantissimi. La religione ebraica è una religione che mi affascina e mi interessa sia come storia che come cucina, è tutto legato molto alla fede anche nelle preparazioni e se posso dirlo da cristiana questa cosa mi fa "un pò invidia" ma di quella buona s'intende… Un bacione!
    p.s. situazione Mattia a parte il professore innominabile, sono andata per decidere il pfp e devo dire che tutti gli insegnati sono stati disponibilissimi e molto attenti e dico meno male!!!!
    Un bacione

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  • Reply
    ema.arricciaspiccia
    19 Ottobre 2012 at 6:29

    Siamo Stoiche mia dolce Ste! Chi è abituato a lavorare impasti con il glutine non può capirci (e qui aggiungerei anche…beato lui!)…Sarei stata curiosissima di assaggiare questo tuo splendido pane il cui ripieno deve essere un'esplosione di sapori! Sarebbe stato bellissimo farlo insieme e unire le forze contro questo "gluten free" che a me pesa così tanto quando si tratta di lievitati…
    ti voglio bene ste! Sei il mio mito! Sempre!
    Un abbraccio fortissimo!
    Ema

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    patatenovelle
    19 Ottobre 2012 at 6:22

    Cara Stefania,
    io sono ancora all'ABC nonostante quasi 3 anni e mezzo di convivenza con un celiaco e per fortuna, come dice lui, "almeno ti piace cucinare". A furia di provare a impastare e stendere lievitati più o meno decenti mi sono venuti due bicipiti che non ti dico e cosi faccio a meno della palestra. Neanche il bimby mi ha aiutato molto. Di buono c'è che le ragazze di un "cuore senza glutine" si sono mosse a pietà verso la sottoscritta e, come te, elargiscono grandi e preziosi consigli. Incrocio le dita e provo anche questa versione…prima o poi lo masticheremo dico io senza grandi sforzi anche dopo due giorni, n'è vero? a bine tot e saluta la bella Palermo.

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