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Shourba ads, ovvero zuppa di lenticchie rosse con cipolle e vi insegno come non leggere una ricetta!

26 Febbraio 2013
Shourba ads ovvero zuppa di lenticchie rosse - Cardamomo & co

 (In questo post: Shourba ads ovvero zuppa di lenticchie rosse)

Come si fa a convertire le ricette normali in ricette senza glutine? C’è un modo di farlo in maniera professionale?
Ahimè, no! O forse, per fortuna! Sarebbe bello aver un convertitore di ricette per celiaci, ma non esiste… non ancora.
 
E però bisogna, sicuramente avere alcune qualità, altrimenti non funzionerà mai una ricetta.
 
E’ indispensabile avere:
1.    
un grandissimo senso dell’umorismo…
2.    
la capacità di far fronte al fallimento totale
3.    
la capacità di far fronte ad un bisogno ossessivo di farlo bene
4.    
soprassedere al gran numero di utensili e teglie sporchi tutti nello stesso momento
5.    
non preoccuparsi della forma, ma piuttosto della sostanza
6.    
avere gioia nello sperimentare con le farine GF
7.    
e dulcis in fundo, ma assolutamente necessaria, una certa capacità di scremare una ricetta (vedi  sotto)
 
Tuttavia, detto questo e sull’ultimo punto ho una confessione da farvi.
 
Mia mamma è stata la prima fonte (orale) di ricette non appena mi sono sposata. Non saltava un pranzo o una cena in cui non la chiamassi per chiederle come si faceva una cosa o l’altra. Non era importante che io l’avessi già fatta, perché comunque continuavo a chiamarla, per avere conferma… Così ho imparato un sacco di cose di cucina, quanto meno le
fondamentali. Perché mia mamma era una cuoca provetta e cucinava un sacco di cose che io non mi sono mai sognata di fare (leggasi cannoli in casa…)
 
E però, non credo di aver mai visto un libro di ricette in casa nostra. Il primo entrò quando io ero già più che diciottenne, ma non credo che sia mai stato usato. Anzi, se devo essere sincera, ne sono certa! Ricordo che invece possedeva un “ricettario”. Forse proprio ricettario non si potrebbe chiamare, visto che trattavasi di “pizzini” raccolti dentro un barattolo
quadrato di plastica trasparente con il coperchio arancione. Una volta, io credo avessi 11 anni, lo prestò ad una vicina. Quando dopo un mese, il “ricettario” non tornava a casa, mia mamma glielo chiese, ma la vicina affermò che l’aveva perso… Amen! Mia mamma non ebbe mai indietro i suoi pizzini e l’unica ricetta, che facevo guardando le dosi, una torta di mele, andò rovinosamente persa per sempre… Ma lei ha sempre continuato a cucinare. E tutto quello che sapeva era un “cimelio di famiglia”, passato da madre in figlia per secoli – senza nulla scritto.
A me, però non è passato niente. Non perché lei non volesse, ma perché io non ero abbastanza interessata… E quando mi interessai, mia mamma, oltre alle basi, sembrava avesse dimenticato ogni cosa…
Quando ho scoperto poi di essere celiaca e per ritrovare i sapori perduti, ho dovuto cercare prima nella memoria dell’infanzia, che è costellata di iperboli e grandi buchi (simili a quelli dove il cane nasconde il suo osso… peccato che io non abbia quel fiuto…) e poi nei libri…
 
Inutile dire che, le mie capacità di lettura di una ricetta si siano sviluppati col tempo e da sole…
 
Tuttavia, così come in tutte le cose, la mia capacità di apprendimento, deriva dal particolare e non dal generale. Per cui, mentre leggo una ricetta , se vengo rapita da un ingrediente, da una cottura, o anche da un utensile usato, tutto il resto passa in secondo piano. Io comincio a fantasticare su quello, allontanandomi del tutto dalla ricetta originale e passo dal negozio dove l’ho visto, alla forma che vorrei dare, alla persona a cui voglio farla assaggiare, perdendo completamente di vista ciò che sto facendo: leggere una particolare e specifica ricetta!
 
Tutto questo fa di me una terribile lettrice di ricette.
 
Amo i libri di cucina. Ne possiedo a bizzeffe, ma a quanto pare mi resta poco, se non visioni delle foto, dei titoli e piccoli frammenti di ingredienti preferiti …
 
Come se non bastasse, c’è anche un contorno che non aiuta.
 
Esempio:
Titolo: Africa e medio-oriente. Le migliori ricette di Tunisia, Maghreb, Israele e altri paesi
 
Sorso di tè, libro aperto, pargoli che litigano, perdo la pagina nel libro, dico ai pargoli di smettere, non ho più tè, mi alzo a versarmi un altro po’ di tè, consolo il pargolo n. 3, nel frattempo dò un’occhiata a FB ed e-mail, mi ricordo del tè sul bancone, prendo il limone, offro il tè al pargolo n. 3 per distrarlo, il mio tè è diventato ghiacciato, me lo riscaldo al microonde (bleah!), torno alla sedia, prendo il libro, trovo la pagina e cerco di leggere.
 
Ricomincio
 
Titolo: Africa e medio-oriente. Le migliori ricette di Tunisia, Maghreb, Israele e altri paesi
 
Sorseggio il tè schifoso, ignoro il telefono che squilla, penso qualcuno risponderà, nessuno risponde, leggo il titolo della ricetta, non la capisco, abbasso il libro e rispondo al telefono.
 
Titolo: Africa e medio-oriente. Le migliori ricette di Tunisia, Maghreb, Israele e altri paesi
 
Riesco ad andare avanti, leggo la ricetta
 
Ricetta:
Farina (chiedendomi che farina uso?) “Mamma ho fame”, oh sì, è ora di pranzo, oh sì, la lettura?
 
Ricetta:
Burro chiarificato (cosa cucino? Cosa dò da mangiare alle belve fameliche? mi chiedo, che cosa stavo leggendo?)
 
Titolo: Africa e medio-oriente. Le migliori ricette di Tunisia, Maghreb, Israele e altri paesi
 
Ricetta: farina, burro, bla bla bla bla bla bla bla bla bla.
 
Ripeto. E ripeto e ripeto…
 
Ecco come leggo una ricetta…
 
Se, come me, siete distratti durante la lettura, prestate attenzione prevalentemente all’insieme e immaginate quali farine GF
migliorerebbero quel cibo. Forse, se riuscissi anche solo in questo, sarei a metà dell’opera…
 
E voi, come leggete una ricetta?
 
Shourba ads ovvero zuppa di lenticchie rosse - Cardamomo & co

Shourba ads ovvero zuppa di lenticchie rosse – Cardamomo & co

 
 
Shourba ads ovvero zuppa di lenticchie rosse
Ingredienti
350 g lenticchie rosse decorticate
2 cucchiai di olio d’oliva
3 grossa cipolla, tritata finemente
1 carota (l’ho aggiunta io, ma se vedo cipolla, per me c’è sempre anche una carota)
1 cucchiaino di cumino macinato
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo macinato
2 litri di brodo vegetale (ma dovrebbe essere di pollo)
sale e pepe nero appena macinato
2 cucchiai di succo di limone
prezzemolo
250 gr di riso basmati (mia aggiunta)
2 bacche di cardamomo
Sciacquare le lenticchie sotto l’acqua fredda. Scaldate l’olio in una pentola a pressione e aggiungete una cipolla e la carota tritate e cuocete fino a quando la cipolla non diventa trasparente, circa 10 minuti. Aggiungete il cumino
e il coriandolo e fate cuocere a fuoco lento per altri 1-2 minuti. Incorporate le lenticchie
e brodo homemade. Chiudete il coperchio e fate cuocere nella pentola a pressione per virca 20 minuti. Quando è pronto frullatelo con un frullatore ad immersione per farle diventare una crema.
 
Quando è pronto, aggiustate di sale e aggiungete il succo del limone.
Nel frattempo preparate le cipolle. Togliete la buccia, lavatele e tagliatele a rondelle. Quindi mettetele in una larga padella dove avrete fatto scaldare dell’olio e fatele cuocere per circa 10 minuti, o fino a quando non si doreranno.
Servite la zuppa con il prezzemolo tritato, gli anelli di cipolla. Servite caldo con del riso basmati a parte.
Il riso basmati l’ho preparato seguendo le indicazioni di Ottolenghi. E cioè:
In una casseruola larga ho messo dell’olio e i semi di cardamomo, quindi ho aggiunto il riso e l’ho fatto tostare. Quindi ho aggiunto l’acqua calda e ho fatto cuocere per 15 minuti a fuoco basso e con il coperchio. Quindi spegnete e lasciate riposare, sempre coperto per altri 10 minuti. Quindi sgranatelo con una forchetta. Perfetto!
 
Con questa ricetta partecipo all’iniziativa Salutiamoci di cui le ideatrici son Lo, Cobri, Brii e Stella, che questo mese è stato ospitato da Valentina de La cuoca pasticciona e il cui tema è La cipolla
 
 
A presto
Stefania Oliveri
 
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18 Comments

  • Reply
    Mercimek Çorbasi, la zuppa di lenticchie turca - il fior di cappero
    22 Gennaio 2019 at 23:34

    […] Shourba ads, zuppa di lenticchie rosse con cipolle […]

  • Reply
    Edith Pilaff
    28 Febbraio 2013 at 13:23

    Ahime'.non posso che aggiungermi al gruppo.Non so fino a che punto il mio possa considerarsi leggere…
    Un problema frequente e' che,avendo letto una ricetta,vado subito a cercarla in un altro libro,e poi in un altro ancora,ed infine nel web.Quindi vado in cucina,senza libri e senza laptop,e faccio una grandiosa porcata! Baci.

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    Una cucina tutta per sé – Ricette senza glutine
    27 Febbraio 2013 at 20:54

    Mi hai fatto morire 🙂
    Ma come fai??? Io mi devo prendere il mio tempo, con calma e senza distrazioni, per sfogliare le pagine e lasciarmi ispirare!!
    Un abbraccio

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    Cucinatollerante
    27 Febbraio 2013 at 9:45

    Ciao Stefania, vengo ora a conoscenza del tuo bellissimo blog… complimenti davvero!! Volevo segnalarti che io (Cucinatollerante) e Serena di "No sugar please…" abbiamo organizzato un contest sul tema del senza glutine e/o senza latticini… se ti andasse di partecipare ci farebbe un enorme piacere!!! Qui trovi il regolamento: http://cucinatollerante.altervista.org/diversamente-buoni-il-primo-contest-di-cucinatollerante-e-no-sugar-please/

    Ancora complimenti, a presto!!

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    cristina b.
    26 Febbraio 2013 at 22:34

    tu lo sai che sei il mio mito, vero? ah sì, te l'avevo già detto? eh, vedi come sono distratta anch'io!
    😀 😀 😀

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    Patty
    26 Febbraio 2013 at 17:37

    Sono un cane. Sono la distrazione impersonificata. Sono una vera cialtrona. Leggo la ricetta un rigo si e l'altro no. Guardo la lista ingredienti, e se li ho tutti in casa allora si può fare, tranne poi rendermi conto che il procedimento magari comincia la sera prima.
    La leggo almeno 5 volte perché le prime 4 l'ho fatto guardando la tv o il computer oppure caricando la lavatrice. La leggo in bagno come un quotidiano.
    La leggo di nuovo perché dopo la prima lettura, ho già dimenticato cosa dovevo fare.
    E quando la leggo da un libro straniero, facciamoci il segno della croce perché lì di sicuro sarà un terno al lotto.
    Ecco chi è la sottoscritta. E tu tranquillizzati, perché c'è chi ti batte.
    Bacione grandissimo tesorona mia. Pat

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  • Reply
    Lara Bianchini
    26 Febbraio 2013 at 15:35

    io le leggo proprio come te, solo che i miei figli sono SOLO due, e quindi non si spiega la quantità di distrazione che riescono a creare… e inoltre le basi non le ho prese da nessuno perché invece mia mamma non cucinava (ecco perché mi sono iscritta all'MT ;-)) Però di libri ne ho tanti e le ricette per fortuna vengono, certo io non devo anche pensare alle sostituzioni di farine. La zuppa è una delizia, baci

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  • Reply
    faustidda
    26 Febbraio 2013 at 14:47

    ah, ah, ah… le mie letture non hanno certo tutte le interruzioni che tu descrivi: però certo mi distraggo anch'io leggendo ricette, mi distraggo e comincio a pensare "questo al posto di quello, la cottura così e non cosà…" ed ecco che da un'idea si passa ad un'altra, da una ricetta a qualcosa che non ha quasi più nulla dell'originale.
    Con ciò… ti posso dire che ci sono le dovute eccezioni. Questa zuppa, ad esempio; non ne cambierei una virgola! Ciao

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  • Reply
    Saretta
    26 Febbraio 2013 at 13:27

    Bah, io non copro manco più libri che..le ricette non le seguo!!!!Le guardo al volo capto l'idea di base, e poi faccio come mi pare..sono proprio anarchica in ste cose…
    Pazzesco come abbiamo ubblicato qualcosa di super affine..io la valigia coi costumi ce l'ho probta e tu?:)
    Baciiii

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  • Reply
    Lo
    26 Febbraio 2013 at 10:06

    come leggo una ricetta? più o meno facendo un gran casino, certo accompagnata da una tazza di te freddo…c'è sempre una tazza o due di te freddo negli angoli del pollaio….però come leggo le ricette che scrive una buona amica? Le leggo con il cuore grazie 🙂

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  • Reply
    Francy BurroeZucchero
    26 Febbraio 2013 at 9:59

    Allora, io più o meno leggo le ricette come te, sempre distratta o presa da mille altre cose. Unico momento buono è la sera, se non crollo o se non cazzeggio su fb. Leggo prima gli ingredienti, se mi ispirano e sono usati in quantità decenti (nel senso che non c'è ad esempio mezzo chilo di burro o un chilo e mezzo di zucchero, per dire)o me la segno, o la ritaglio, o ci metto un segnalibro, o la stampo o altro. Poi la metto insieme nella carpetta dei "da fare" in fila con le altre. Quando mi metto all'opera capita che magari vario qualcosa, talvolta anche stravolgo la ricetta per farla a modo mio. Altre volte la trasformo in ricetta senza glutine, ma non sempre ci riesco.
    (ho un amico celiaco, moroso della mia migliore amica, e spesso organizziamo cene insieme). Comunque sia, la cucina è un luogo particolarmente creativo, dove la fantasia, le competenze e le varie necessità si fondono per dar vita ad un piatto che può essere ogni volta diverso.
    La tua zuppa mi piace molto, uso spesso le lenticchie rosse. Ecco, ad esempio, questa ricetta l'ho letta tutta e dagli ingredienti al procedimento mi è piaciuta molto( a parte il cumino che non gradisco) e me la son segnata per la prossima. Io non ho la pentola a pressione e la farò col metodo normale.
    Un bacione e scusa le "chiacchere"! 🙂

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  • Reply
    Micol
    26 Febbraio 2013 at 9:49

    Io leggo i libri di ricette a letto, prima di addormentarmi: è drammatico! Perchè mi vien fame e sogno tutta la notte di cucinare.. e la mattina seguente mi rendo conto che, appunto, è stato solo un sogno! 😉

    Buonissima zuppa!!

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    Celia- Keira
    26 Febbraio 2013 at 9:48

    Ahahaha Stefania sei fantastica!!!
    In effetti la rielaborazione GF delle ricette è sempre una roulette: successo o disastro, chi può dirlo??
    Veramente invitante questa zuppa, soprattutto un ingrediente ha attirato la mia attenzione: il cardamomo. Nelle zuppe non l'ho mai provato, e l'idea mi stuzzica da morire!!!
    bacio sglutinato
    sara

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  • Reply
    Ecco le Cose che Piacciono a Me
    26 Febbraio 2013 at 9:04

    Devo dire che mi hai fatto veramente sorridere!! Mi sono ricordata di quando appena sposata leggevo le istruzioni sui barattoli di pomodoro per far la salsa!! E… stavo per perdere di vista la ricetta!!! Brava per la ricetta e veritiera per il post!!

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  • Reply
    Greta
    26 Febbraio 2013 at 8:17

    si funziona così, un minuto prima quasi il silenzio totale e appena apri la prima pagina partono milioni di "mamma mamma mamma mamma mamma…." ad un certo punto ho anche pensato che vendessero libri con le rotture comprese!!!!! 😀 io sono una soup addicted, quindi ti copio la ricetta 🙂

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  • Reply
    serena
    26 Febbraio 2013 at 8:05

    Ero curiosa di sapere perchè avessi messo il titolo in arabo .. per la più ovvia delle ragioni!!! E chissà quante ricette interessanti in quel libro!!!Buona giornata, stefania .. penso che saremo in molte a leggere le ricette proprio come fai tu!! 🙂

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  • Reply
    Ely Valsecchi
    26 Febbraio 2013 at 7:54

    Che bel post Stefania, mi è piaciuto molto il dono delle ricette della tua mamma….. Un po come fa la mia, tutto ad occhio ma non sbaglia mai!
    come leggo le ricette? non le leggo guardo le foto e poi provo, poi se non mi viene la leggo e mi do della cretina perchè ho dimenticato qualcosa. Il più delle volte viene ma non è la ricetta che ho guardato è un'altra cosa buona comunque!!!!! Una zuppa davvero golosa, evviva i legumi ed ora che li mangio spesso mi hai regalato una ricetta!!!! Prometto che la leggo però 🙂 Baci cara!!!

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  • Reply
    colombina
    26 Febbraio 2013 at 7:23

    mi hai fatto morire dal ridere! il tempo "libero" delle mamma è tutto uguale! Io mi ritrovo a leggere ricette dalle 10 di sera in poi, quando i pargoli dormono.. solo che poi al mattino ho un sonno! anche a me colipsce una cosa… leggo mille ricette al giorno e poi qualcuna mi rimane in mente per qualcosa, raramente mi segno gli ingredienti, solo per i dolci perché sono un po' negata, e quindi al supermercato vado a memoria (spesso mischio più ricette senza accorgermene) poi a casa mi arrangio con quello che ho comprato! La tua ricetta è deliziosa, le lenticchie rosse mi piacciono molto! un bacione

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