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Cestino di riso con “frittella” quasi siciliana e ricotta

Cestino di riso con frittella siciliana e ricotta - Cardamomo & co
(In questo post: Cestino di riso con frittella siciliana e ricotta)
 

Stavolta gioco in casa!

L’olio è siciliano come me. Anzi, l’olio viene esattamente da dove viene mio padre: Castelvetrano (TP). Ed è lo stesso sapore che da ben … tot anni io continuo a sentire nel mio palato, per cui mi ero convinta che fosse il più buono in assoluto!
E devo confessare, ma forse il mio è solo campanilismo, continuo a pensare che sia il più buono, nonostante gli altri olii che ho provato mi abbiano stupito molto piacevolmente.
Sebbene sia il sapore che accompagna tutti i piatti della mia vita, questo olio mi ha riportato indietro di tanti anni. Ho ripensato al mio papà, che non c’è più, a quando tornava a casa con le latte di olio da 5 litri, tutto contento del buon raccolto, quando mi portava nella sua terra e mi mostrava orgoglioso quegli ulivi. I miei fratelli, molto più grandi di me, hanno trascorso tante estati in quella casa. Io, invece mai. Mia nonna era anziana e andavo a trovarla di tanto in tanto, ma più spesso era lei che stava da noi…
Poi, vendemmo il podere; per noi cittadini non era facile occuparsene. 
Ma mio padre tornava ogni anno lì a comprare quell’olio, così come io faccio adesso.
Mio padre, adesso, riposa lì, in quella terra che ha tanto amato, nella cappella di famiglia dei suoi avi, che sono stati baroni e possidenti terrieri e che hanno usato, da sempre quell’olio.
 
Cestino di riso con frittella siciliana e ricotta
La frittella, a Palermo, è un contorno primaverile composto di fave, piselli e carciofi. Mia mamma, che è di Agrigento, l’ha sempre chiamata “pitotta”, ma io non ho mai capito se è il vero nome in agrigentino o solo il modo in cui mio fratello (il più grande) la chiamava da piccolo.
In ogni caso, in questo periodo è un fiorire di frittelle in tutte le case siciliane e in tutti i ristoranti di cucina tipica siciliana.
Solo che io avevo appena comprato degli ottimi topinambur biologici… e i topinambur, si sa, sanno di carciofo (che i miei pargoli odiano), ma hanno l’aspetto delle patate (che i miei pargoli adorano)… E così ho deciso che avrei sostituito i carciofi con i topinambur, per fare felici tutti!
Inoltre, sempre in questo periodo, in Sicilia, si mangia, in quantità industriale, pasta con le fave e la ricotta… E così ho trasformato due piatti in uno ed è diventato un antipasto, che può benissimo essere servito come finger food!
 
Cestino di riso con frittella siciliana e ricotta - Cardamomo & co

Cestino di riso con frittella siciliana e ricotta

Ingredienti:
Sfoglia di riso (adatta ai celiaci) uno a commensale
300 gr di piselli freschi sbucciati
300 gr di fave fresche sbucciate
300 gr di topinambur
ricotta di pecora q.b.
olio extravergine d’oliva Centonze, Casa di Latomie
3 scalogni
sale e pepe
prezzemolo

Sbucciate i legumi e pelate i topinambur, e riduceteli a tocchetti piccoli. In tre casseruole diverse fate scaldare dell’olio e quindi rosolate gli scalogni tritati. In due aggiungete l’acqua e portate ad ebollizione, quindi calate i piselli e le fave e fate cuocere fino a quando non vi sembreranno cotte a sufficienza. Nell’altra, invece, fate stufare lo scalogno insieme al topinambur, quindi aggiungete un po’ d’acqua fino a coprire il tubero e fate cuocere con un coperchio. Salate e pepate il tutto.
Quando sarà tutto freddo unite e mescolate per amalgamare i tre ingredienti, quindi aggiungete la ricotta ben sgocciolata.
Prendete la sfoglia di riso e bagnatela con dell’acqua messa su un piatto e adagiatela su pirottini mono porzione. Mettete in forno a 180° per una decina di minuti.
Sfornate e fate raffreddare (ci vogliono pochi minuti). Quando il cestino si riso sarà freddo, riempite con la frittella, spolverizzate con prezzemolo e completate con un filo d’olio.

Questa ricetta fa parte della raccolta voluta dall’Associazione Città dell’Olio che promuove il buon olio italiano.

Come sempre sono accompagnata dalle mie meravigliose amiche che hanno cucinato questo:
Patty di Andante con gusto con Salmone allo zafferano e pistacchi di Bronte
Teresa di Scatti golosi con Gnocchi viola e caprino
Faustidda di Cioccolato e caffè con Skordalia con verdure
Sabina di Cook’n’book con Crostini di pane home made con macco di fave

A presto
Stefania Oliveri

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9 Comments

  • Reply
    sabina
    30 Marzo 2013 at 15:38

    Ciao Stefania, sai da noi a Roma come chiamiamo la frittella? Vignarola, e ci aggiungiamo anche le patate…quindi i tuoi topinambur ci cadono a cecio. Bello il racconto su tuo padre, sul podere di famiglia, quest'olio ha avuto il potere di farmi sognare, perché la tua terra è magica e hai ragione…è un olio stupendo. Mi piace la tua interpretazione, la stagionalità del piatto e la tradizione che rappresenta,che mi colpisce sempre in un piatto. Quante cose in un post Stefania!!! E in un olio. Grazie!!!
    Ti abbraccio e ti auguro una Buona Pasqua.
    Sabina

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  • Reply
    Acquolina
    30 Marzo 2013 at 14:26

    si presenta molto bene oltre ad essere molto sfizioso!
    Tantissimi auguri di buona Pasqua!

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    faustidda
    30 Marzo 2013 at 13:31

    ciao Stefania, è vero, il "tuo" olio è speciale!
    La frittella è un cibo che non conoscevo ed ecco che, accanto ai racconti della tua giovinezza, scopro anche piatti e tradizioni nuove.
    Bella e golosa la tua versione! Un abbraccio ed auguri!

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  • Reply
    Edith Pilaff
    29 Marzo 2013 at 14:06

    Stefania,bellissima la tua fusione di piatti siciliani.Ho memorie di mani nere dopo aver fatto la frittella! Non riesco proprio a pulire I carciofi con I guanti ed I topinambur mi sembrano l'alternativa ideale.
    Buona Pasqua!

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  • Reply
    Natalia
    29 Marzo 2013 at 11:21

    Sfiziosa questa ricetta e chi sapeva ci fosse la sfoglia di riso!
    Mi piace molto anche il piatto (passione ceramica)
    Buona Pasqua!

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    mari ►☼◄ lasagnapazza
    29 Marzo 2013 at 10:14

    Ciao Stefania, ho vissuto per un periodo a Marsala e mi hai fatto ricordare le campagne di quelle zone.
    E conosco molto bene anch'io tutto ciò che ruota intorno all'olio, agli ulivi e alla cultura contadina del profondo sud d'Italia. E il tuo racconto mi ha commosso.
    Un abbraccio e buona Pasqua!
    Mari
    P.S. Inutile dire che la ricetta è fantastica 🙂

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  • Reply
    la Cuoca Pasticciona
    29 Marzo 2013 at 9:09

    Ciao Carissima, come ti ho già detto é davvero una grande idea, mi piace davvero tanto il pensiero di questo cestino sottile di riso.. Almeno cambiamo un po' i gusti.. grazie ancora bacino

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    ELel
    29 Marzo 2013 at 8:47

    Ho bazzicato parecchio per un paio di anni quelle zone (il mio ex pre marito è di Mazzara) però non ho proprio nemmeno mai sentito questo piatto, che dev'essere proprio buono. Sempre detto che la cucina siciliana è tutta un'altra storia rispetto al resto d'Italia!

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  • Reply
    Mila
    29 Marzo 2013 at 8:28

    Ma che bello ed originale il cestino fatto con quella sfoglia di riso che non conoscevo… Complimenti ed auguri di Buona Pasqua

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