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Risotto verza e pancetta per l’olio romagnolo

Riso.
Cosa pensate se dico riso?
Sapete quante varietà di riso esistono?
Se non lo sapete ve ne do una semplice idea io, in ordine alfabetico: Arborio, Baldo, Balilla, Basmati,  Carnaroli, Gange, Glutinoso, Integrale, Originale, Padano, Parboiled, Patna, Red, Ribe, Roma, Sant’Andrea,Selvaggio, Thai, Venere, Vialone nano… solo per citare i più famosi, perché in realtà ne esistono circa 120.000 varietà (uno più, uno meno…)
Ora, a chi mi dice che non gli piace il riso, vorrei proprio chiedere quale riso abbia assaggiato…
Prima di diventare celiaca, devo confessare, che non piaceva nemmeno a me. O quanto meno, non mi piaceva quello preparato da chiunque che non fosse mia mamma. Poi ho scoperto il perché. Dipendeva dal riso usato…
Quindi, oltre ad avervi suggerito una quantità di varietà di riso da far impallidire la pasta, voglio darvi anche alcuni consigli per farlo venire sempre bene:
1. non usate riso di scarsa qualità, si sente subito alla cottura. Meglio spendere qualcosa in più, e garantire il sapore;
2. i tempi di cottura variano a secondo della qualità del riso che usate. Seguite le indicazioni sulle confezioni, ma, soprattutto, assaggiatelo per vedere se è ben cotto. Un riso poco cotto dà problemi nella digestione;
3. un riso troppo cotto, il cui chicco si sfalda, non solo perde tutte le sue caratteristiche nutritive, ma è immangiabile;
4. per un ottimo risotto è bene SEMPRE far tostare il riso prima di cominciarlo a cuocere;
5. il risotto si serve su piatto freddo perché la temperatura del riso è tale da farlo continuare a cuocere; con un piatto freddo la cottura si arresta;
6. ricordatevi che se rimane del riso potete utilizzarlo in mille altre preparazioni, come polpette, arancine, e quant’altro vi possa suggerire la vostra immaginazione.

Così come il riso anche l’olio ha la sua importanza. Ne esistono anche qui diverse varietà e qualità. E come ogni venerdì, anche oggi parliamo di un olio di eccellenza.
L’olio extravergine d’oliva Brisighella, mandatomi dall’Associazione Città dell’Olio, che promuove la cultura dell’olio italiano, è un olio che viene dalle colline dell’Appennino Tosco Romagnolo, che risale addirittura ai tempi degli antichi Romani, grazie alla particolare conformazione del territorio che ne fa il luogo ideale per un micro clima adatto a produrre un olio di grande qualità.

Questo olio deve essere ottenuto dal 90% di olive Nostrane Brisighella, solo così ottiene la denominazione DOP. Non solo. Le olive vengono raccolte a mano, fra il 5 novembre e il 20 dicembre, lavate, e poi spremute entro 4 giorni dalla raccolta. Il meglio viene ulteriormente selezionato e denominato Brisighello, dopo che è stato estratto a freddo.
Il suo colore mi ha sorpreso, perché è di un verde smeraldo, e si sa, su di me i gioielli fanno un certo effetto ;). 
Il sapore invece è leggermente piccante e amarognolo. 
Così, ho pensato che sarebbe stato ottimo con un risotto dal carattere forte
Risotto verza e pancetta
Ingredienti per 5 persone
420 gr di riso Carnaroli (gentilmente regalatomi da EliFla)
1/2 verza
6 pomodori secchi (anche questi, gentile omaggio della mia amica)
1 cipolla
100 gr di pancetta affumicata tagliata a dadini
una fetta per commensale di pancetta affumicata
parmigiano
olio extra vergine d’oliva Brisighella
vino bianco di ottima qualità
brodo vegetale home made
sale
Tritate la cipolla, pulita. Tagliate la verza a strisce sottili e lavatela abbondantemente. In una casseruola capiente mettete dell’olio e fate stufare metà cipolla. Quindi unite la verza e fate stufare anche essa. Aggiungete un po’ d’acqua se necessario. Salate.
Stufate l’altra metà di cipolla con altro olio e la pancetta a dadini. Quindi aggiungete il riso e fatelo tostare per qualche minuto. Sfumate con il vino bianco. Non appena sarà evaporato, cominciate a bagnare il riso con un buon brodo caldo (io fatto a casa con il Bimby).
A metà cottura (circa dopo 10 minuti), aggiungete la verza, e i pomodori tagliati a strisce e continuate a cuocere fino a quando non sarà pronto. Fuori dal fuoco mantecate con un po’ d’olio a crudo e il parmigiano.
Nel frattempo, in una padella antiaderente, fate scaldare delle fette di pancetta e giratele, per farle diventare croccanti, che servirete sul risotto.

Questa ricetta fa parte di una raccolta di ricette bimensile, dedicate al nostro buon olio d’oliva promossa dall’Associazione Città dell’Olio.
Questa settimana le mie amiche hanno preparato:
Patty di Andante con Gusto con Pain Brioche aromatico
Faustidda di Cioccolato e caffè, con Cipolline speziate glassate al miele
e Sabrina di Cook’n’Book, con Moscardini al vapore

A presto
Stefania Oliveri

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18 Comments

  • Reply
    Vado...in CUCINA Enrica
    20 marzo 2013 at 13:22

    ciao Stefania, bella presentazione per un piatto squisito

  • Reply
    Karina Cosm
    18 marzo 2013 at 22:43

    ciao cara piacere di conoscerti sono una tua nuova follower…mi complimento con te…hai un blog carinissimo…per non parlare delle ricette!passa da me…ti aspetto!
    http://assaggi-incucina.blogspot.it/

  • Reply
    Emanuela
    18 marzo 2013 at 13:25

    Pensa che sin da prima di sapere (a 12 anni) che ero celiaca ho sempre amato più il riso della pasta …
    Ottima ricetta e presentazione ^_^

  • Reply
    Julia
    18 marzo 2013 at 11:14

    Ciao Stefania! che buono…un risotto ci starebbe proprio bene con questo tempo!! a roma piove fa freddo…uff :::bella idea la proverò!! baci

  • Reply
    Ale only kitchen
    17 marzo 2013 at 16:41

    Verza, pancetta e pomodori secchi: che delizia di risotto Stefania! Io adoro il riso e i risotti sono un must in casa mia…
    Ringrazia Flavia da parte mia, per il Riso che ti ha regalato… 🙂

  • Reply
    mimma
    17 marzo 2013 at 14:38

    meraviglioso!!! adoro la verza, declinata in qualsiasi modo!!! bravissima!!!!

  • Reply
    mari ►☼◄ lasagnapazza
    17 marzo 2013 at 12:04

    Ottima scelta un olio piccantino per un risotto. Hai ragione, la scelta del tipo di riso è fondamentale e pure la cottura. Comunque, l'utilizzo dell'olio nel risotto al posto del burro per la mantecatura, mi sembra un ottima idea.

  • Reply
    elisabetta pendola
    16 marzo 2013 at 12:16

    mmmm buono il risotto!

  • Reply
    sabina
    16 marzo 2013 at 11:03

    Io adoro il riso. Ultimamente riso solo riso Acquerello. Ho conosciuto il suo orgoglioso 'padre' settimana scorsa a Taste. Vedendomi così entusiasta mi ha regalato un dvd in cui si spiega la sua invezione…è riuscito a reinserire la gemma nei chicchi. Gemma che ho assaggiato polverizzata. Un sapore unico. Provalo Stefania, te lo consiglio. Mi piace il tuo risotto e l'interpretazione che hai dato all'olio romagnolo. L'abbinamento lo trovo perfetto e molto stuzzicante.
    Ti abbraccio
    Sabina

  • Reply
    cosebuonediale
    16 marzo 2013 at 5:36

    Il riso lo adoro, di tutti i tipi, in tutti i modi, la verza pure, la pancetta anche, i pomodori di più….la smetti di postare questi piatti?? Vorrei perdere un paio di chili! 😉

  • Reply
    muffins
    15 marzo 2013 at 20:58

    Sebbene a me la verza non piaccia, assaggerei molto volentieri questo risotto:)

  • Reply
    MilenaSt
    15 marzo 2013 at 19:48

    Ho imparato ad amare il riso e devo confessare che preferisco il risotto alla pasta (spessissimo lo manteco con l'olio evo: siamo o non siamo gente del sud?) 😀

  • Reply
    Sonia
    15 marzo 2013 at 17:07

    che eleganza!! bellissimo piatto 😀

  • Reply
    simonaskitchen Simona Cherubini
    15 marzo 2013 at 14:55

    Ho pranzato un paio di ore fa e mi torna fame!!! A proposito di riso, al taste ho preso un campione di 'riso selvatico', mai sentito nominare! Tu lo conosci? pare non sia un riso, ma una graminacea con un chicco simile al basmati ma rossastro! Non ho idea di come cucinarlo però… 🙂
    Simo

  • Reply
    Loredana
    15 marzo 2013 at 14:33

    A casa dei miei, invece, quando la mmamma preparava il riso era una festa, perchè era un evento rarissimo, al papà piaceva solo la pasta e riuscire a strappare un risotto era 8n'impresa.

    Anche tu hai realizzato una ricetta che è un peccato non poter, almeno, annusare, sono sicura che sarebbe un'esperienza unica! 😉

    baci

  • Reply
    Patty
    15 marzo 2013 at 13:18

    Io devo invece chiedermi quale deve essere la quantita' di riso da cucinare affinché mi avanzi perché pur aumentandone le dosi ogni volta, puntualmente non avanza MAI! e' che in casa mia ci piace ridere….insomma, amiamo il riso ed io penso che sia una delle cose che cucino meglio forse proprio perché lo amo così tanto! Verza e pancetta e' una delle varianti che adoriamo, con pancetta di Cinta ben croccante…quel ciuffetto invitante sulla cima della montagnola profumata, mi fa un certo non so che. Adoro la scelta della tua ricetta per valorizzare quest'olio, che ho trovato particolarmente amaro. Bravissima come sempre. Un forte abbraccio. Pat

  • Reply
    Ornella Daricello
    15 marzo 2013 at 12:57

    Ok, io ho la febbre e ho tanta, ma tanta fame… me ne mandi un pochino con un piccione viaggiatore? Qui a casa pare stiano portando la ricotta per farla con la pasta, ma io voglio il tuo risotto ç_ç
    Bacini bacetti!

  • Reply
    faustidda
    15 marzo 2013 at 12:25

    ma… forse mi ripeto, ma pure tu continuare a postare i miei cibi preferiti, sembra che lo faccia apposta!
    Fatto sta che il risotto in casa mia è un piatto che va alla grande. Quanto "all'avanzo" pensa che lo faccio sempre abbondante proprio per gustarmelo riciclato in altre preparazioni.
    Se è vero che il riso ha una grande importanza e anche vero che tutte le materie prime di questo piatto concorrono a farlo diventare un "gran piatto"! L'olio ce l'ho e ne conosco il sapore, il Carnaroli è d'obbligo, per me, per i risotti, pomodori secchi e vino ok, mi mancano solo verza e pancetta che non tarderanno a far la loro comparsa nella mia dispensa. Un urrah per il risotto, in particolare questo tuo!
    Ciao :))

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