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Potrei girare un film horror!

18 Luglio 2013
Ve lo dico? A me Shining mi fa un baffo!
Se Kubrick fosse venuto a conoscenza della mia storia e avesse visto con i suoi occhi quanto sangue sono riuscita a perdere da 8 cm quadrati di dito, sono certa che avrebbe inserito almeno una scena così anche nel suo famoso film.
Peccato che il tutto sia avvenuto 30 anni dopo e Kubrick riposi in pace già da qualche anno…
Ovviamente la scena si svolge in cucina (altrimenti che FOOD blogger sarei?).
Ovviamente l’attrezzo è un arnese di cucina (ovvio, no?), ed esattamente un minipimer.
Ovviamente sul fuoco ci sono varie pentole, uno con la salsa fresca, uno con la quinoa e il dolce in forno.
Ovviamente sto preparando un NUOVO pesto: menta, bottarga e limone…
Ovviamente, come tutti sanno (persino io), le foglie di menta non si riescono a frullare bene. Restano sempre un po’ filamentose, per cui si abbarbicano al minipimer come fosse edera.
Mi fermo un attimo. Spengo sotto la salsa, scolo la quinoa, controllo la torta.
Riprendo in mano il minipimer e tento un’ultima frullata. Mi arrendo, va bene anche così. Assaggio, il sapore va bene. Sbatto il minipimer sul boccale per far scendere il condimento… Niente. Rimane lì. 
Nel frattempo i pargoli n. 1 e 3 litigano, il 3 mi chiama in aiuto, ma io sono immersa nel trovare la soluzione.
Così, dopo una breve considerazione, decido che l’unico modo per recuperare il condimento è con le mani. 
Diversamente dal solito, non stacco la spina… anche perché io, di solit,o stacco direttamente la parte inferiore… 
E mentre cerco di recuperare il condimento, l’altra mano spinge il bottone ON… 
E’ stato un attimo, ma sufficiente per farmi tre tagli profondi sul polpastrello e vicino all’unghia. 
Poso il minipimer e guardo il mio dito e ciò che vedo è solo sangue. Lo metto subito sotto l’acqua e il sangue scompare. Lo tolgo e di nuovo il sangue esce a fiumi.
Rifaccio diverse volte, ma il sangue non vuole smettere di uscire a frotte.
L’urlo (evidentemente disumano) richiama il dolce doppio e i pargoli, che mi trovano ricoperta di sangue dappertutto e accasciata sul lavello. Sento che sto per svenire e con un filo di voce, mentre mi chiedono cosa sia successo, io continuo a ripetere “sto svenendo”. Anche perché non voglio, oltre ad un dito maciullato, anche qualche altra ferita da caduta di un corpo in carne…
Finalmente mi prendono una sedia, il dolce doppio cerca di fermare il sangue strozzandomi il dito con un fazzoletto, io non sento più nessuna estremità. Mi fanno bere acqua e zucchero e nel frattempo sento il pargolo n. 3 che dice “ma la mamma morirà?” So, che non morirò, ma il dolore è troppo forte e mi sento morire.
Insomma, per farla breve. Al pronto soccorso, dove sono arrivata con le mie gambe, solo dopo aver affidato la cottura della torta al pargolo n.1 (“e mi raccomando vedi con lo stecchino se è pronta”, e lui “e dove li trovo gli stecchini?” -tutto gli devo dire!-) la dottoressa (un angelo, più che altro) che prima apre le ferite e le disinfetta, mi da 9 punti. Lei mi accoglie sorridente e incoraggiante e mentre mi visita continua a dirmi “signora, è stata bravissima, sa quante ne vedo io qui, di incidenti col minipimer? e sono tutti più gravi del suo”. 
Cerca di farmi ridere, di tenermi su. Mi rimprovera di cucinare troppo e mi dice “però la prossima volta deve stare più attenta”. Nel frattempo il dolce doppio spiffera che sono una food blogger (perché mai glielo ha detto?) e che ho perfino scritto un libro di cucina (cioè come fare cattiva pubblicità).
Lei si mette a ridere e afferma: “signora, mi scusi, chissà cosa avrà pensato quando l’ho rimproverata per l’uso sconsiderato del minipimer… ‘sta ragazzina che dà consigli, a me!”
Però io ho troppo dolore per avere ancora un po’ di sana ironia. Ovviamente non il dolce doppio che comincia ad inanellare una serie di battute alle quali la dottoressa ride e regge il gioco, raccontando anche una serie di storie orrorifiche di dita staccate e unghia appena laccate sulle quali, loro, se la ridono molto. 
Il mio senso dell’umorismo, messo a dura prova, cerca di abbozzare un sorriso, ma sento che sto di nuovo per svenire. La dottoressa se ne accorge e mi fa sdraiare, mi tiene le gambe alte e intima al dolce doppio di prendermi qualcosa di dolce al bar.
Il dolce doppio però vuole assicurasi che sia di mio gradimento e comincia ad elencarmi tutta una serie di bibite da prendere, mentre io non riesco più a proferir parola.
La dottoressa lo rimprovera delicatamente dicendogli di sbrigarsi perché “le gambe della signora pesano e io non so fino a quando riesco a reggere” (mi domando se scherzasse o dicesse sul serio…).
Insomma torna con un succo, riesco a berne qualche sorso e nel frattempo loro continuano a parlare di cosa devo fare per i prossimi 10 giorni. Il dolce doppio finisce il succo e la dottoressa, gli fa notare che il succo servisse più a me che a lui.
Insomma, adesso sono col dito fasciato, la torta si è cotta un po’ troppo, ma è stata mangiata, la salsa e la quinoa hanno costituito la riserva di cibo di questi giorni di inabilità e il pargolo n. 1, mi passa la sua piastra ogni giorno, per mettere a posto i miei capelli ribelli.
Pochi giorni prima dell’incidente, invece ero stata a San Vito per l’ennesima presentazione del mio libro.
Inutile raccontarvi della bella cornice del luogo e della tanta gente. Insieme a me c’era anche Chiara con il suo libro e tutte e due abbiamo portato degli assaggi… Ve lo dico? Un furore!
E adesso vi aspetto mercoledì 24, alle 17.00, alla farmacia Caronna (Palermo) per un’altra presentazione e, ovviamente, una meravigliosa degustazione!

A presto
Stefania Oliveri

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18 Comments

  • Reply
    Lo
    23 Luglio 2013 at 18:22

    oddio leggere come è andata mi ha fatto impressione…già avevo avuto un brivido quando avevo letto su fb…ma tu sei fortissima e hai un esercito di pargoli e un dolce doppio che sanno prendersi cura di te :*

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    fantasie
    23 Luglio 2013 at 10:23

    Oggi ho ripreso in mano il minipimer… e sono stata attentissima… quanto durerà? 😉

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    Emanuela
    22 Luglio 2013 at 21:14

    ah ah ah ah ah!!! Scusa Stefy se rido, ma non riesco a trattenermi!!! Io mi sono affettata TRE volte, dico TRE, il pollice destro con la mandolina, UNA volta ho lasciato le impronte digitali sulla teglia del forno (non un dito, tutte e DIECI!!!), e settimana scorsa … olio bollente rovesciato sulla mano (poi metto il post e racconto bene, non perché sai anche per farsi male ci vuole impegno…). Bacioni e buona guarigione

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    Edith Pilaff
    21 Luglio 2013 at 15:35

    Stefania,io mi preoccupo!Spero che sia di nuovo in formissima,ho avuto un incidente simile e so cosa vuol dire!
    Un bacio

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    Acquolina
    19 Luglio 2013 at 20:47

    ah che male! e poi vedere tutto quel sangue, che brutto. mi dispiace tanto ma l'avventura al PS è uno spasso! adesso ti riposi un po' dalla cucina, vero? 🙂

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    Sonia
    19 Luglio 2013 at 17:41

    mi sento male per te!|!| non oso immaginare! a me è capitato di affettarmi il dito medio (??!!) nell'affettatrice elettrica, ma dov'era il taglio non permetteva suture e me la sono "vista di lasticu!" ancora mio marito me lo rinfaccia e non voleva che possedessi la macchian da cucire perchè teme che faccia pasticci… mi dispiace tantissimo per te! buona guarigione e fatti coccolare!

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    mari ►☼◄ lasagnapazza
    19 Luglio 2013 at 13:46

    Ohiohi, soltanto ad immaginare quello che ti è successo mi viene la pelle d‘oca, un vero incubo! E nove punti addirittura!
    Un bacione 🙂

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    ๓คקเ
    19 Luglio 2013 at 11:44

    Povera stella, chissà che male!!!
    Però, posso dirtelo? Mi ha fatto un po' ridere, alla fine di questo post, leggere che aspetti tutti in farmacia il 24: fai pagare il biglietto anche per farti vedere mentre ti cambiano le bende? 😀

    Un bacione tesoro!!!

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    Ale only kitchen
    19 Luglio 2013 at 10:10

    Ed io che pensavo che il minipimer fosse uno strumento innocuo…!!!
    Il sangue freddo non ti ha abbandonata neanche in un momento così critico… pure le raccomandazioni al pargolo n. 1 sulla cottura della torta … sei unica 🙂

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    Paola
    19 Luglio 2013 at 7:59

    Ciao ho letto il tuo post con la pelle d'oca e non posso che immaginare la scena semi-horror! I tagli alle dita sono pazzeschi, viene fuori un fiume di sangue inarrestabile! Immagino anche il fastidio ora, ma su su passerà presto! Un abbraccio
    paola

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    annaferna
    19 Luglio 2013 at 6:23

    ciao Stefania :((((
    accidenti che brutta avventura da fooblogger!!!!
    siamo imprudenti tante volte e facciamo gesti e movimenti come automi senza considerare le maledizioni degli aggeggi aiutacuoca messi a lavoro forzato!
    Ora goditi un po' di riposo e rimettiti presto che le dita servono tutte :))
    ti abbraccio forte

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    TataNora
    19 Luglio 2013 at 5:52

    Gli incidenti in cucina, purtroppo, sono sempre dolorosissimi e lo stesso incidente tuo lo ha avuto mia suocera un annetto fa. Nonostante tutto continua a dimenticare di staccare la spina quando deve pulire la "testata" dell'attrezzo…. I mariti si somigliano un po' tutti in questi frangenti…il mio mi finì tutti gli zuccherini che avevo portato con me (su suggerimento dell'ostetrica) quando partorii…..
    Carino il tuo pargolo che ti fa da parrucchiere!
    Riprenditiiiiiii!
    Nora

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    Mai
    19 Luglio 2013 at 1:07

    Te l'ho detto, per me le dita strittolate nel minipimer è uno degli incubi peggiori!!! E anche se leggemdoti non posso negare che sorrido, sono sicura che deve fate molto male!!! Ma ti sei una donna come poche e riesci a racontare le cose come nessun altro!!!

    Besos

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    Mariabianca
    18 Luglio 2013 at 21:12

    Per la prima volta leggendo un tuo post non ho riso…anzi sono molto dispiaciuta dell'incidente domestico…..fino a quando ho letto: " le gambe della signora pesano.." e lì mi hai strappato un gran sorriso.
    La prossima volta che usi il minipimer stai più attenta e togli la spina.
    Un abbraccio.

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    Stefania
    18 Luglio 2013 at 20:56

    ossignore, non l'avevo Mica capito che era una cosa così grave! Ma Com'è che riesci a farmi ridere anche nei momenti più tragici?

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    Cinzia
    18 Luglio 2013 at 17:09

    madooò Stefania che peripezia… questi attrezzi sono delle armi nel vero senso dellap arola, peccato che solitamente fanno del male proprio noi ;( Ma dai, stai su che l'unghia ed il polpastrello sono rimasti attaccati!!! Buoni pranzi in mano ai tuoi tre maschietti (che francamente mi pare più peripezia dei 9 punti..!) e un bacione

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    Ginestra e il mare
    18 Luglio 2013 at 16:28

    Ora lo so che non è bello passare da te con la precisa intenzione di tirarmi su di morale, leggere delle tue disgrazie e finire la lettura con un sorriso che va da un orecchio all'altro.. ma non posso farne a meno, rido pensando a te che cerchi di sradicare la menta attaccata all'infernale arnese, rido perchè mi rivedo in tutto questo.. rido perchè ti vedo lì incapace di proferire parola eppure subissata di domande..e mi rivedo in questo…Ti abbraccio, evito di stringere le tue nove dita sane, e ti abbraccio forte.
    Ale

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    enza accardi
    18 Luglio 2013 at 16:19

    Sicuramente il dito fasciato ti farà più fascinosa….. E diciamo che, la storia "horror", più che altro la definirei "comic-horror"…..stammi bene e auguri per il ditino!!!!! Un bacio Enza….

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