Autunno/ Dolci

Plumcake di castagne al cardamomo

 Plumcake di castagne al cardamomo con marmellata di castagne

Non è vero!

Non è affatto vero che “ormai” possiamo mangiare dappertutto e che c’è una grande varietà.
E sono stanca, anzi stanchissima, di sentirmi dire che “qualcosa da mangiare” la troviamo dovunque.
Innanzi tutto se esco per andare a mangiare fuori non voglio trovare “qualcosa da mangiare”. Voglio mangiare quello che mi va e mi piace, di nutrirmi semplicemente, non ne ho bisogno!
Se vado a mangiare fuori e pago, vorrei almeno poter scegliere fra tre o più alternative.
La carne arrostita e l’insalata, le mangio più volentieri a casa e senza nessuno sforzo, fuori vorrei qualcosa per cui poter giudicare anche lo chef che c’è in cucina.
Vorrei anche non sentirmi male anche mangiando della semplice carne arrostita, solo perché arrostita su una piastra precedentemente usata per della carne panata.
Vorrei poter dire a mio figlio che può prendere le patatine fritte, perché non le friggono nello stesso olio in cui friggono dei cibi panati.
“Bene”, potrebbe rispondermi qualcuno, “nessuno ti obbliga a mangiar fuori, a mangiare ciò che c’è come nella peggiore tradizione familiare e a sentirti per giunta male. Resta a casa e tutto si risolverà!”
Perfetto, me ne resto a casa, esco dopo cena, quando va bene, niente matrimoni, niente feste, niente vita sociale e così sto bene…
Sto bene? E la vita di un uomo finisce solo nello stare bene fisicamente? Non è l’uomo un animale sociale?
In ogni caso, mettiamo il caso che tutto questa vada bene, che uscire non importi, che stare con gli altri non importi, che partire non importi.
Capita però che per lavoro, o per studio (cioè per necessità) si rimanga fuori casa. Non sempre, solo una volta ogni tanto.
Che magari si lavori lontano da casa e si debba prendere il treno alle 6 del mattino e si ritorni a casa alle 11 di sera.
Capita.
Capita anche che questa vita, tu la debba fare per un anno. Un solo, lunghissimo, anno.
Capita.
E capita che non ci si possa organizzare per 365 giorni il pranzo e la cena a casa per portarsela dietro.
Capita.
E capita anche che in questo frattempo non si abbia nemmeno il tempo di andare a mangiare una normalissima fettina di carne con l’insalata in un ristorante, solo perché non si ha il tempo di andare al ristorante…
Capita.
E che si fa?
Chiunque prenderebbe un tramezzino qualsiasi, un prodotto da forno, una brioche o qualsiasi cosa al volo, da qualsiasi parte…
Un celiaco, no!
E allora ORMAI non possiamo mangiare dappertutto.
Non ancora…

Ho un solo desiderio: che tutti i locali (o anche solo la maggior parte) diventino celiaci friendly…La ricetta di oggi è di una bravissima blogger e sono certa che il suo plumcake sarà stato strepitoso. Purtroppo il mio non è venuto benissimo perché sostituendo la farina, ho sbagliato e invece di usare la farina di riso quella sottile, ho usato l’amido di riso… L’amido di riso è molto più impalpabile e quindi trattiene molti più liquidi. Quando me ne sono accorta, ho cercato di aggiungere più latte, ma per non stravolgere troppo la ricetta, ne ho aggiunto troppo poco, con il risultato che alla fine, l’ho stravolta davvero. Per cui io vi metto le indicazioni per farlo venire bene e state attenti a non usare l’amido come ho fatto io…

Plumcake di castagne
Plumcake di castagne al cardamomo di Zibaldone Culinario
 

Ingredienti
220 g di zucchero
1 yogurt (home made)
2 uova codice 0
125g di farina di riso sottilissima (o 60 g di riso e 65 di riso integrale)
250g di farina di castagne
10 ml di latte
1 bustina di lievito
3 bacche di cardamomo
marmellata di castagne
25 ml di rum
glassa al cioccolato

Montate bene le uova intere con lo zucchero utilizzando le fruste. Unite lo yogurt e mescolate ancora. Aprite le bacche di cardamomo, togliete i semini e mettetele nell’impasto.
Miscelate le farine, setacciatele e aggiungetele poco alla volta mescolando. Aggiungete il lievito.
Aggiungere il latte al composto e poi io ho aggiunto anche 3 cucchiai di rum all’impasto.

Foderate con carta forno lo stampo e versate l’impasto.
Cuocete a 170°C in forno ventilato già caldo per 25 minuti.
Lasciate raffreddare, tagliate a metà e farcite con marmellata di castagne (ho stravolto anche questo perché non avevo la marmellata di castagne che ho sostituito con marmellata di prugne), dopo aver bagnato con acqua e rum al 50% (25ml di rum +25ml di acqua) entrambi le metà.
Chiudete e spennellate la superficie con la bagna, ricoprite con marmellata.
Sciogliete in micronde la glassa al cioccolato già pronta (come riportato sulla confezione) e versate sulla superficie… Io confesso che non avevo nemmeno quella e ho sostituito con nutella…

Vi è piaciuta questa ricetta? Restiamo in contatto, mettete MI PIACE alla mia pagina

 

 

 

Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di EliFla di Cuocicucidici

 

A domani con una GRANDE SORPRESA!
Stefania Oliveri
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20 Comments

  • Reply
    Ricette con le castagne | Cardamomo & Co.
    10 Dicembre 2015 at 12:15

    […] Stufato di cinghiale con castagne e polenta     Spezzatino di vitello con castagne e prugne       Pollo ripieno con castagne         Dacquoise di castagne con crema di pistacchio       Torta al cioccolato e marroni             Crostata con farina di castagne e ricotta al pistacchio       Biscotti alle castagne e uvetta     Muffins quasi light con farina di castagne e miele         Muffin alle castagne con crema al caffè       Semifreddo ai marroni         Gelato ai marroni di M. Roux   Plumcake di castagne al cardamomo […]

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    Anonimo
    24 Novembre 2013 at 19:41

    Non so di nessuna cosa, che a te venga male. Anzi, riesci sempre a far vedere il lato bello anche se raconti il latto oscuro… grazie a te ho impatato ad avere più coscenza con la celiachia e spero che questo fatto si riperquota, anche per poco, su chi mi stà attorno…. immagini se tutti facessero così? Io ti ringrazio anche di parte dei miei amici celiaci, sai quanto sono contemti?!!!
    Se loro potessero assaggiare questo plumcake….! Sai quanti complimenti!!!

    Besos

    (Sono la Mai!)

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    ELel
    8 Novembre 2013 at 13:03

    Non ti invidio davvero, io non so come farei se scoprissi di essere celiaca! Fortuna che ci sono blogger come te, con tanta fantasia e creatività in cucina 🙂

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    Andrea
    7 Novembre 2013 at 22:02

    Sei molto brava a parlare dei vari problemi alimentari. Come dici tu, oggi è abbastanza difficile rimanere soddisfatti di un pranzo al ristorante, ma se poi sei pure celiaco allora sì che sono dolori! Sarebbe ora che anche a livello politico si dettino norme di salvaguardia che consentano a tutti di poter svolgere una vita (quasi) normale. Un caro abbraccio

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    lavvocatonelfornetto
    7 Novembre 2013 at 20:15

    Stefi il plum non sarà granchè ma la foto mi piace molto!

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  • Reply
    Ketti
    7 Novembre 2013 at 18:06

    hai proprio ragione! è capitato anche a me di vedere arrivare alle feste bambini celiaci con merendine dall'aspetto poco invitante! Le tue ricette sono pazzesche! un grazie particare dal mio medico …al quale ho regalato il tuo libro e dalla moglie che mi ha detto:ma sai che mi stai levando un pò di pensieri su cosa devo cucinare!!!

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  • Reply
    elena
    7 Novembre 2013 at 13:50

    MI dispiace che non sia venuta al meglio, la farina di castagne tende già di suo ad ammassare l'impasto, con la Nutella però si è salvato tutto…con lei si salva sempre!!! Come faremmo senza!
    Hai ragione circa la difficoltà dei celiaci, però sta cambiando bisogna ammetterlo, anche nella mia città, piccola e provinciale (la vedrai quando passerai per andare a Milano la prox settimana), iniziano ad essere presenti diversi ristoranti, bar e anche negozi con gli alimenti giusti e le cucine separate… Immagino che nelle altre città siano molto più avanti… un bacione e grazie!

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  • Reply
    Greta
    7 Novembre 2013 at 13:07

    e hai perfettamente ragione! Evidentemente parlarne è abbastanza, perchè adesso tutto si può dire tranne che non si cerchi di sensibilizzare tutti a riguardo, pensa che nella scuola di mio figlio non è possibile portare da mangiare per una piccola festicciola perchè ci sono bambini celiaci e le maestre hanno paura, così questi poveri bambini vengono anche colpevolizzati per qualcosa che non dipende da loro…da pazzi!!!!!!! Comtinuo a pensare che fino a che non ti tocca da vicino non è un problema tuo!

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    Silvia- Perle ai Porchy
    7 Novembre 2013 at 12:07

    Va beh capita anche ai migliori! Comunque ce lo mangiamo! E poi hai ragione, quanta gente ottusa che non comprende le difficoltà dei celiaci… E' vero piano piano la consapevolezza sta crescendo, ma non si può certo dire che un celiaco possa alimentarsi ovunque con tranquillità!

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    cosebuonediale
    7 Novembre 2013 at 11:31

    e dimenticavo la cosa più importante…..IO ADORO IL CARDAMOMO!!!!!!

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  • Reply
    cosebuonediale
    7 Novembre 2013 at 11:31

    Ho appena acquistato un bel pacco di farina di castagne, ho un paio di yogurt in scadenza……. Che dici la provo?? Baci!

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  • Reply
    Valentina
    7 Novembre 2013 at 10:55

    penso spessissimo ai disagi notevoli di chi soffre di allergie. Al mio brindisi post discussione di laurea, mia sorella stava soffocando per una crisi allergica, tanto per dirne una, quindi capisco benissimo. Dire: mangia a casa è una bestialità enorme ma, si sa, la mamma dei cretini è sempre incinta. Tu invece sei sempre impeccabile e pronta a riconoscere gli errori e a dare dritte utilissime, per tutti 😉

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    Ginestra e il mare
    7 Novembre 2013 at 9:43

    Approfitto di questo tuo post rivolgere a tutti una riflessione.. guardiamoci intorno, i celiaci sono in aumento, a macchia d'olio ognuno di noi si ritrova sempre più conoscenti e amici affetti da celiachia.. pensiamo alla tristezza nel vedere un bambino invitato ad una festa, un bambino celiaco, sano bello, monello ma costretto a seguire una dieta priva di glutine per vivere a lungo e bene.. Immaginiamo questo bambino circondato da altri compagni che si affollano attorno alla tavola dei panini a latte, dei tramezzini e di tutti i golosi dolcetti che di solito troviamo alle feste.. Lo vedete? Vedete che guarda gli altri mangiare mentre lui non osa toccare cibo perchè la mamma e il dottore gli hanno spiegato che non può più! Lo vedete tirare fuori la solita merendina comprata in farmacia? Come vi sentite?? Io una merda!! Se non ci impegniamo a diffondere la cultura gluten free e a pretendere che cibi senza glutine siano presenti dappertutto di queste scene ne vedremo sempre! E' giusto pretendere la varietà, il sapore, l'aspetto gradevole porca pupazza! E se non ci lavoriamo tutti noi foodies su questa cosa chi potrebbe farlo meglio?
    Pensiamoci su!

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      Forno Star
      7 Novembre 2013 at 12:56

      Ginestra for President!

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  • Reply
    lacasasullaScogliera
    7 Novembre 2013 at 9:41

    Veramente una ricetta interessante e appetitosa.
    Baci
    Elli

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  • Reply
    Giulietta | Alterkitchen
    7 Novembre 2013 at 8:40

    Non posso nemmeno immaginare cosa voglia dire… però conosco bene (per lavoro) le procedure reali e accurate per garantire che non ci sia contaminazione e, avendo lavorato nella cucina di un ristorante, spesso e volentieri quelle procedure in un locale non ben attrezzato all'occorrenza sono davvero difficili da trovare, purtroppo.
    Mi auguro anche io che si riesca ad ottenere quello che ti auguri… anche perché, se davvero si conoscessero a fondo quelle semplici procedure, basterebbero 3 pentole in più e un piccolo scaffale ad hoc, e sarebbero tutti felici, sazi e contenti.
    Un bacione

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    • Reply
      Forno Star
      7 Novembre 2013 at 12:55

      Esatto, basterebbe poco… Non è una cosa da nulla, ma basterebbe davvero poco…

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    EliFla
    7 Novembre 2013 at 8:31

    e tu a casa mia non vieni più…che ti facevo la caprese di Fabio…e tu qui in paese non vieni più, che c'è la pizzeria che ti fa una buonissima pizza gluten free (impastata da loro e cotta in un forno apposito)…e tuqui in città non vieni più..che hai anche scoperto il negozio con tutti i prodotti gluten fre…e tu qua da queste parti non vieni più che ti porto nei ristoranti che penserebbero a te… e allora se tu qui non vieni più…chibboi??? Tornando a noi 😀 , ma l'amido di riso hai volutamente usarlo o è stato un errore nell'aprire la dispensa ???? comunque soo certa che con i tuoi suggerimenti e accorgimenti la prossima volta sarà perfetta :*… buona giornata, Flavia

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      Forno Star
      7 Novembre 2013 at 12:54

      E certo che ci vengo, e quel disgraziato del dolce doppio che non mi fa venire! 🙁
      L'amido di riso fu uno sbaglio del pargolo n. 3 che lesse riso e mi pesò quello e me lo diede… E io che non controllai prima… Errore fu! 😉

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  • Reply
    Stefania
    7 Novembre 2013 at 8:13

    purtroppo c'è ancora molta ignoranza in materia, e molto menefreghismo da parte di chi lavora nel settore. La lotta è dura. Quando gli addetti ai lavori capiranno che stanno perdendo una grande fetta di mercato, allora forse qualcosa cambierà

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