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Igles Corelli un grande chef: risotto con vastedda del Belice

17 Aprile 2014
Risotto con vastedda del Belice

Incontrare uno chef del calibro di Igles Corelli (e non mi riferisco assolutamente alla sua stazza), è stato un onore e un privilegio.

Emozionatissima fin da quando avevo saputo che avrei partecipato al suo cooking show, non vi dico quando l’ho visto lì, a pochi passi da me.
L’emozione è partita già da casa, dove ho dimenticato tutto il mio armamentario, lasciando a casa l’obiettivo giusto.
Quando gli ho stretto la mano, però, mi sono sentita subito a mio agio.
Igles Corelli è un grande sotto ogni punta di vista. Un uomo davvero simpatico, modesto, umile, paziente, che, non solo, non se la tira per niente e ma ti tratta come sua pari, quando pari, non lo sei per niente.
 

Igles Corelli

Igles Corelli

Igles Corelli e Stefania Oliveri
 
Sono riuscita perfino a fargli una semi intervista (ok, me la tiro un po’ troppo, diciamo che gli ho lasciato dire qualche parola, fra il fiume delle mie) e lui paziente, mi ha ascoltato, ha cercato di rispondere e ha pure aspettato che l’autoscatto, per ben due volte, ci facesse una foto, sebbene, dall’altra parte ci fosse una persona viva e vegeta che facesse la foto, solo perché io, per non mettermi gli occhiali, non sono riuscita a vedere il simbolino dell’autoscatto.
 
Ma partiamo dal principio.
Già negli anni ’80, a soli 23 anni, comanda una brigata, fra i quali c’è anche l’allora sedicenne Bruno Barbieri. Anni in cui il must erano le farfallette al salmone, lui era avanti mille anni luci, con piatti d’avanguardia, che si vedono solo oggi. 
Adesso, nel suo attuale ristorante a Pescia, Atman, continua a sperimentare e con l’umiltà che lo contraddistingue, lo racconta come una cosa da non dire. “Io propongo i miei piatti senza dire che sono il frutto di ricerca, così le persone mangiano e apprezzano, senza preconcetti”.
 
Quando poi gli chiedo se, nel suo ristorante, è attrezzato per accogliere i celiaci, mi stupisce con la competenza nell’affrontare la situazione. E poi aggiunge “io sono sempre pronto a preparare del cibo senza glutine, qualsiasi cosa del mio menù, e stiamo molto attenti, ma non ho la doppia cucina…” E io, se è possibile, lo adoro anche di più.
 
Poi vado un po’ sul personale e chiedo cosa ne pensa dei food blogger. E ancora una volta mi stupisce con la sua risposta.
“Persone competenti, che amano il buon cibo e che fanno informazione gratis, oltre a farci pubblicità gratis… personalmente li adoro!” Mi sento anche rinfrancata da questa sua risposta, visto che, di solito veniamo piuttosto bistrattati da tutti.
 
Chiedo ancora: “ma visto che c’è tutta questa attenzione verso gli ingredienti, il territorio, le tecniche, e il rispetto per le materie, che, in primo luogo, portate avanti voi chef, ma che sicuramente con tutti i blog di cucina e tutte le trasmissioni in TV che trattano il tema, come mai, poi, i libri più venduti, in realtà osannano le scorciatoie a buon mercato?”
La risposta, o più che altro, la domanda è stata: “come mai io ho scritto 12 libri che hanno venduto solo 64.000 copie (solo???) e qualcun altro ne ha venduto 800.000?” e ovviamente ho apprezzato, non solo l’onestà dello chef e non la risposta dell’uomo, ma soprattutto l’arresa all’evidenza dei fatti. Per cui mi sono detta, che nonostante tutto, allora, c’è ancora moltissimo da fare…
 
Infine, l’ho lasciato andare dopo che mi aveva dispensato una serie di trucchi e trucchetti da riproporre in cucina, di cui non fa segreto a nessuno, perché lui crede nella formazione e anzi pensa che solo attraverso il comunicare il proprio sapere si può crescere e superare nuove frontiere, ha iniziato a preparare il suo risotto con la Vastedda del Bèlice, per noi.
 
A quel punto, i trucchi e i segreti in cucina, alla portata di tutti, si sono moltiplicati e per ogni passaggio ci affascinava con la sua infinita esperienza. 
 
La ricetta, però, non è assolutamente alla portata di tutti, sebbene ci abbia spiegato ogni passaggio, perché ha “giocato” con questo formaggio, donandogli tre consistenze diverse, ma che solo un genio come lui, può dapprima ideare e poi riproporre.
In ogni caso è stata una gioia per il palato poter assaggiare il suo meraviglioso risotto!

Igles Corelli

Igles Corelli

Igles Corelli all’opera

Questa intervista potete trovarla anche su Cronache di Gusto, che ringrazio per avermi dato la possibilità e l’onore di poter conoscere tanti chef e la loro cucina, direttamente a Palermo!

A presto
Stefania Oliveri

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7 Comments

  • Reply
    manu ela
    17 Aprile 2014 at 20:43

    Bravissima! Hai fatto le domande che avrei fatto io!! E sono piacevolmente sorpresa dalle sue risposte. Bella esperienza. Buona Pasqua quasi omonima ( sono una Oliveri anche io…ligure però! )

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    Cinzia Ceccolin
    17 Aprile 2014 at 19:55

    Grazie d'aver condiviso questa bella esperienza! Un abbraccio e tanti auguri di Buona Pasqua e Pasquetta!

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  • Reply
    Un'arbanella di basilico
    17 Aprile 2014 at 18:02

    Ciao Stefania, bellissima questa esperienza che ci racconti! Ho visto che hai copiato Stefy a mani basse, d'altra parte anche io avrei copiato ben più ricette se avessi avuto un po' più tempo… Buona Pasqua, un bacione

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    Marina
    17 Aprile 2014 at 12:37

    Adoro la tua autoironia e la positività che si respira sempre ! E poi l'entusiasmo di aver potuto scambiare due chiacchiere con Corelli…un bacio !!

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    La Cassata Celiaca
    17 Aprile 2014 at 11:27

    bella esperienza! e lui è un grande chef!

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  • Reply
    Roberta | Il senso gusto
    17 Aprile 2014 at 10:49

    Stefy, il tuo stile è inconfondibile: riesci a portare il buon umore ovunque! E ti confesso che ammiro la tua 'faccia tosta'. Brava brava per aver raccontato chef Corelli.

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    Francy BurroeZucchero
    17 Aprile 2014 at 10:09

    Bravissima Stefania! e simpaticissima come sempre! sono sicura che Igles Corelli sia rimasto affascinato dalla tua carica dirompente e dalla tua simpatia! inoltre, se posso dirlo, hai fatto delle domande molto interessanti e ci hai rapparesentate al meglio! un bacione!!!

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