Basi/ Lievitati/ Vegan

Pane quotidiano

Pane integrale senza glutine

L’ho detto altre volte. Io non sono figlia di una famiglia in cui si cucinava molto.

Cioè, mia nonna cucinava eccome, mio nonno era iper esigente, ma lei abitava Agrigento ed io non la vedevo mai.

E mia mamma cucinava ogni giorno per noi, e anche, mi dicono, piatti sopraffini.

Faceva persino i cannoli, che io non ho mai fatto, e una pasta con le sarde che veniva distribuita fra tutto il parentame, perché “come la fa(ceva) lei, nessuno!” 

Mi ricordo anche che faceva una torta alla Nutella e ricotta. Di quella ricordo anche il sapore, perché l’adoravo.

E poi mi ricordo che la domenica mattina cucinava a più non posso, per me e i miei fratelli, facendo ogni sorta di leccornia che io regolarmente snobbavo.

Mi ricordo anche la torta di mele (fin da piccola preferivo i dolci), per la quale mi lasciava pulire la ciotola con delle belle fette di mela.

E poi cucinava spessissimo il lacerto, con il suo “agglasso” con cui poi condiva la pasta, e la sua caponata, completamente diversa da quella palermitana.

Invece non ha mai cucinato le lasagne, che io adoravo e non ha mai fatto il pane, né la pasta fresca. 

La pasta, i cavatelli per l’esattezza, erano una prerogativa del 15 agosto, di mia nonna materna, che lei odiava e per transizione, anche io.

E soprattutto odiava fare le conserve di salsa per l’inverno. Aveva subito un trauma. Sposa a 21 anni, la suocera (e già la storia comincia male) la costringeva a pulire e cuocere chili e chili di pomodoro, per poi invasarne la salsa in bottiglie che dovevano essere sterilizzate e cotte in pentoloni. Ogni anno dopo tutto quel lavoro, diverse bottiglie si rompevano, con grande godimento di mia madre che sperava che questo inducesse mia nonna a smettere, ma ogni anno, puntualmente le rifaceva, facendo andare su tutte le furie una ragazzina alla quale, per rispetto, non era concesso esternare.

Sarà stato questo, il boom economico post guerra, la quantità di preparazioni già pronte sugli scaffali dei supermercati, o tutto insieme, mia madre, dove e quando poteva, prendeva la scorciatoia.

Se il pane si poteva comprare già bello e pronto, buono e fragrante, perché farlo a casa?

Se esistevano le bottiglie già pronte di salsa, perché farle?

Se la tecnologia e il progresso avevano fatto sì che le donne potessero scaricare un bel po’ di lavoro, perché non approfittarne?

Non so se fosse per femminismo represso, per fede nel progresso o per indolenza, fatto sta che in me ha inculcato un sentimento e anche un ricordo negativo, anche se falsato, visto che poi cucinava e non poco.

Da quando poi io sono diventata celiaca, lei ha smesso di cucinare tutta una serie di cose che io non avrei potuto mangiare e da quando mio padre non c’è più, ha quasi smesso di cucinare. Ma continua a chiedermi “ma cu tu fa fari?” e anche la variante “unn’ai chi ‘fari?”

Sì, il da fare ce l’ho! E non me lo fa fare nessuno. 

Ma la celiachia ha ribaltato la tendenza, per fortuna. Sì, avete letto benissimo “per fortuna“!

E se al principio ho pensato ad una iattura, adesso, penso davvero che per mia sia stata un privilegio.

Ho rivalutato il cibo e la sua preparazione, ho rivalutato la tradizione e la fatica, ho rivalutato il cibo sano.

Prova ne è anche la quantità di pane che sforno. Come questo.

… ricordatemelo fra qualche giorno, quando imprecherò contro la celiachia e tutti i locali che non fanno cibo per celiaci, o aggiungono 4 euro al tuo piatto di pasta che da 12 ne costa 16, e rimango digiuna io, e peggio mio figlio, alla prossima festa!

Pane integrale Cardamomo & co 3065

Pane integrale senza glutine – Cardamomo & co

 

Pane integrale da una ricetta di Fabiana (o quasi) che a sua volta l’ha presa da Hollywood (o quasi) 😉

Ingredienti:

350 g di Brot Mix Schaer, farina integrale senza glutine e senza lattosio
50 g di Mix Werz, con farine naturali integrali Mix per Pane Mix + Nutrifree
8 g di sale fino
7 g di lievito liofilizzato Mastro fornaio Paneangeli, che è certificato senza glutine 250 g di lievito madre
25 g di margarina senza grassi idrogenati, senza coloranti, senza lattosio 15 g olio
360 g di latte di soja senza glutine senza lattosio senza saccarosio acqua
latte di soja olio per spennellare

Nella ciotola della planetaria mettete l’acqua e fate sciogliere il lievito madre.

Aggiungete le farine e l’olio e mescolate con la frusta a gancio, a velocità minima.

Aggiungete il sale e impastate a velocità crescente, finché tutto sia ben amalgamato.

Oliatevi bene le mani e formate una palla, e lasciate lievitare nella stessa ciotola della planetaria, coperta con della pellicola per alimenti. Fate lievitare fino al raddoppio, il tempo dipende dal caldo e dall’umidità della vostra cucina. Il mio ci ha messo circa 8 ore.

Trasferite l’impasto su carta da forno e date una forma di pagnotta allungata e accendete il forno a 230°.

Prima di infornare, spennellate con dell’olio.

Cuocete per circa 30 minuti. Il mio avrebbe avuto bisogno di altri 5 minuti. Per capire se è pronto bussate sul fondo con le nocche.

Fate raffreddare su una gratella.

Il pane era buonissimo e si è mantenuto fresco per due giorni. Poi con una scaldata, va bene anche dopo.

Note: se vi state chiedendo come mai è durato così tanto, vi dico subito che posso mangiarne solo 40 g al giorno e non di più e ho messo sul pane questo simbolo

simbolo di morte

Sono stata abbastanza chiara, secondo voi?

 

Pane integrale Cardamomo & co 3072

Pane integrale senza glutine – Cardamomo & co

Con questa ricetta partecipo alla Scuola di Cucina del Gluten Free Travel and Living.

Scuola-Cucina-GFTL-300x300

E alla #31 raccolta mensile Panissimo di Sandra e Barbara, questo mese ospitato da Barbara.

panissimo

You Might Also Like

1 Comment

  • Reply
    Anna Rita
    11 giugno 2015 at 11:15

    Ciao Stefania! nella mia vita passata, quando ero piccola, e fino ai 6 anni, ero intollerante al lattosio e , di conseguenza, mi era impossibile mangiare tantissime cose. Vallo a spiegare ad una bambina che i gelati, la cioccolata, se non fondentissima!, le merendine, le caramelle, i gamberi e quant’altro, possono essere molto, ma molto pericolosi! per fortuna, è sparita, nel nulla e oggi posso mangiare liberamente. Ma ti dirò, se non fosse che amo la mozzarella più della mia vita, potrei anche riuscire a mangiare senza lattosio, accettando un’intolleranza che, ad oggi, è molto più gestibile rispetto a 21 anni fa 🙂 Il tuo pane integrale, è invitante proprio quanto il classico pane bianco che, tra l’altro, ho comunque snobbato già da un po’ 😉
    Buon weekend!
    Anna

  • Leave a Reply