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Pasta à frocia, e non è un insulto… quanto meno, non solo!

Pasta frocia, ricetta tipica siciliana - Cardamomo & co

 In questo post: pasta frocia, ricetta tipica siciliana

Che soddisfazione, che grande soddisfazione!  Per una volta i miei pargoli mi hanno dato una grande, anzi grandissima soddisfazione!

Cominciamo dal principio: venerdì mattina ore 6,30 comincio a cuocere gli spaghettini, li condisco con la salsa preparata la sera prima (alle 23,30), li copro con un coperchio e li lascio lì per l’ora di pranzo. Mi preparo e vado a scuola.
Ore 13,30 arrivo a casa pregustando il mio bel piatto di pasta e mi arriva una chiamata da scuola: “l’esame è stato anticipato, torna subito!”
Rintraccio il dolce doppio e gli spiego che deve fare la fròcia, come quella che ci mangiavamo da piccoli, che non deve mescolare la pasta mentre la frigge, che deve avere l’aspetto di una frittata e di lasciarmene una fetta per quando torno che devo fare la foto… 
Inutile nascondere il mio terrore per quello che può succedere in mia assenza, perché della bontà non dubito, ma della forma sì… E come faccio la foto????
Ore 14,45 ritorno a casa. Sono ancora tutti a tavola, hanno finito di mangiare la pasta, ma hanno ancora fame. Vedo il tegame vuoto e mi assale il panico. Urlo “e la mia fetta???”
Trovo,invece, un bel po’ di pasta che mi aspetta ancora non fritta e il dolce doppio mi dice “era un po’ troppa e nella padella non ci stava e ho lasciato che te la facessi tu…”
Mi metto all’opera. Sbatto un uovo, aggiungo il formaggio, scaldo la padella (a quel punto monoporzione) con un po’ d’olio, mescolo l’uovo alla pasta e la verso nel tegame, schiacciandola ben bene. Si sprigiona un odorino soave… Giro la fròcia, aspetto qualche minuto, impiatto (con la bava alla bocca e la vista offuscata dall’inedia), prendo la macchina fotografica e fotografo. Pochi scatti, mal venuti, ma non posso farci niente, sono troppo stanca, ho troppa fame, è troppo tardi, devo mangiare.
Mi metto a tavola e mi accorgo di avere tutti gli occhi puntati su di me…
“com’è che la tua è venuta così perfetta?” mi chiede il dolce doppio.
Io: “è uguale alla vostra!”
Loro: “no, non direi!”
“Ma come no, è la pasta più facile del mondo, la sanno fare tutti, la possono fare tutti…”
Loro: “Fai assaggiare un pezzetino?”
“OK…”, lo confesso a malincuore…
“Ma la tua è più buona, di quella che ha fatto papà!”
E dopo aver avuto questa soddisfazione, ho ricominciato a fare fròcie a tutti… D’altronde avevano ancora fame… 😉
 
 

Pasta frocia, ricetta tipica siciliana - Cardamomo & co

Pasta à frocia, ricetta tipica siciliana – Cardamomo & co

 
La pasta a fròcia (a frittata) è una delle pietanze più buone e contemporaneamente più facili da realizzare (dolce doppio a parte). E’ una pasta che nasce dal riciclo, ma che è diventata, a tutti gli effetti, un piatto da fare appositamente.
Oggi, lo si trova anche in quei banchetti che vogliono riprendere la tradizione sicula e, vi assicuro che, è la pasta che riscuote maggiore successo, perché piace sempre ad adulti e bambini! Mia mamma ce la faceva quasi ogni sera, eppure noi continuavamo a mangiarla e mangiarla e a mangiarla, senza stancarci mai. Provate e non ve ne pentirete!Piccolo appunto linguistico:
fròcia, in dialetto vuol dire frittata, quindi qualsiasi preparazione preveda l’uso dell’uovo e della frittura si chiama “fròcia”. Però, giuro, non è un insulto! 😉

E con onore vi comunico che questa pasta fa parte delle 20 paste regionali pubblicate da Donne sul Web, di cui io, umilmente, ho fatto parte. Andate a vedere le altre, sono tutte meravigliose!

 

 
 
Pasta a fròcia
500 gr di capellini (io ho usato quelli senza glutine)
3 dl di salsa di pomodoro già pronta
4 uova (almeno) codice 0 o 1 (cioè bio o allevate all’aria aperta)
pecorino grattugiato
pangrattato (ma io non l’ho messo)
olio evo
sale
Cuocete gli spaghettini in acqua abbondante e salata (quelli senza glutine hanno bisogno solo di 3 minuti). Scolateli al dente e conditeli con la salsa e del pecorino grattugiato (o parmigiano). Battete le uova con il
sale e un’altra manciata di pecorino e amalgamate alla pasta.
Scaldate un filo d’olio in una padella antiaderente; cospargete il fondo della padella con un po’ di pangrattato e versatevi sopra la pasta. Livellate con un cucchiaio di legno la superficie e fate dorare da un lato, quindi quando si formerà la crosta, rivoltate la frittata di pasta e fate dorare anche dall’altra parte.
 
Suggerimenti:
– pasta e pangrattato devono essere rigorosamente senza glutine se cucinate per un celiaco;
 
– io ho fatto delle monoporzioni e ho usato 1 uovo ogni 100 g di pasta e vi assicuro che, sebbene 100 g di pasta sembrino abbondanti, finirete la vostra frittata e ne vorrete ancora;
– io non ho aggiunto il pangrattato, ma la bontà non ne ha risentito;
– questa pasta a frittata è ideale per la pasta senza glutine perché non si noterà se si dovesse spezzare;
– siccome è una pasta che nasce come riciclo, il quantitativo di salsa è variabile, ma qualsiasi esso sia andrà bene lo stesso.
 
A presto
Stefania Oliveri
 

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12 Comments

  • Reply
    lalexa
    6 dicembre 2012 at 12:33

    da buona polentona non conoscevo questo piatto!da provare,che acquolina!

  • Reply
    fantasie
    6 dicembre 2012 at 9:26

    Patapata: è talmente facile, ma talmente buona che non te ne pentirai!

    Lara: li conquisterai!

    Emanuela: Prevedi dose doppia!

    Saretta: Ciccina, e quando vieni a trovarmi, allora????

    Roberta: :)))

    AnnaLisa: sono contenta di essere stata la tua maddalein! 😉

    Patrizia: :d Io mi sono guardata bene dal dirlo ai miei pargoli! 😀

    poverimabellibuoni: Grazie :***

    Patty: Be' questa è la versione povera, che si faceva anticamente quando a disposizione non si aveva granché. Oggi la si arricchisce… chissà se però, torneremo a farla così povera, di nuovo per esigenza… :/

    Mimma: :)))

  • Reply
    mimma
    5 dicembre 2012 at 17:44

    trooooppo buona!!!!!!
    complimenti!!!!!

  • Reply
    Patty
    5 dicembre 2012 at 17:24

    Assomiglia alla frittata di maccheroni solo che non contiene salame e scamorza. Ma quasi mi piace di più e a dirti la verità mi hai fatto venire una fame terribile.
    Che gola!
    Un bacione bella bionda, Pat

  • Reply
    poverimabelliebuoni/insalata mista
    5 dicembre 2012 at 14:34

    i tuoi post sono sempre spassosi, questa della "fròcia" non la conoscevo proprio :-))
    complimenti per essere tra le magnifiche 20!
    ciao
    Cris

  • Reply
    Patrizia Gigliotta
    5 dicembre 2012 at 12:51

    Ma che meraviglia….sai che non sapevo l'esistenza di questo piatto.,forse è tipico dell'agrigentino? Solitamente quando rimane la pasta con la salsa (e la faccio rimanere di proposito) la figgo solamente. Ma questa frittata è da fare assolutamente! Sai che dirò a casa quando la farò? " stasera faccio la frocia"!!! 😉

  • Reply
    Anna Lisa
    5 dicembre 2012 at 11:42

    Ste' è stupenda!
    Quando ancora vivevo in Puglia e no nero ancora celiaca, la mamma del mio ex ragazzo faceva sempre avanzare la pasta per farmela perché ci andavo matta!
    Devo farla anch'io che mi scordo sempre 🙂
    Bacione e…passa da me un attimino!

  • Reply
    ~ Roberta ♥
    5 dicembre 2012 at 11:28

    Amo la pasta fritta!! Non devo aggiungere altro se non che questa qui sembra deliziosa 🙂

  • Reply
    Saretta
    5 dicembre 2012 at 9:09

    Stefania, i hai fatto sganassare dalle risate con sto nome!Ed ora spiegami come faccio a non amare la Sicilia?!Ciao bella, ti mando un bacio ed un abbraccio affettuoso!PS:l'origine trapanese non so perchè ma l'avevo percepita sai?!
    🙂

  • Reply
    Emanuela
    5 dicembre 2012 at 8:59

    E per fortuna che le foto non ti sono venute bene … Bravissima come sempre ^_^ Devo provarla ai miei ninni così gli faccio un piatto unico (vista la presenza dell'uovo).

  • Reply
    Lara Bianchini
    5 dicembre 2012 at 8:52

    embè la provo, se i tuoi figli han detto così la faccio anche ai miei 😉

  • Reply
    Patapata
    5 dicembre 2012 at 7:01

    devo confessarlo: non l'ho mai mangiata!!!! so bene che è un piatto del quotidiano in quasi tutta italia, ma qui al nord proprio non rientra nella tradizione.. quindi non resta che provare!

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