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Cuccìa senza glutine per Santa Lucia

(Cuccìa senza glutine per Santa Lucia)

Santa Lucia, per Palermo, e la Sicilia, ha un significato molto particolare. 

Cioè, lo so che Santa Lucia è una festa particolare dappertutto, ma a Palermo tutto si trasforma in qualcosa di mangereccio e questa festa non fa eccezione.

Innanzitutto le arancine

Il giorno di Santa Lucia non si mangia pane e pasta perché, si narra che, nel 1600, dopo una lunga carestia, i palermitani la invocarono e in quel momento arrivò una nave carica di frumento, che per risparmiare tempo non venne macinato, ma mangiato così, in chicchi.

Quindi, per onorare la Santa, non si mangia niente che sia fatto con il grano macinato.

Le arancine e le panelle  quindi assolvono degnamente allo scopo.

E qui si apre la diatriba: arancina o arancino?

Finalmente venerdì scorso si è svelato l’arcano sul “sesso” delle arancine che le vede femmine a Palermo e maschi a Catania.

In realtà, in una interessantissima chiacchierata fatta con Gaetano Basile da “Un po’ capiri“, locale dello chef Roberto Lombardo che ha riportato alla vendita la “rascatura“, ormai scomparsa, e cioè la “raschiatura” di ciò che rimane nella “pignata” (pentola) dopo la cottura della polentina di ceci per fare le panelle, e poi fritta, ci svelato che la diatriba non ha motivo di esistere.

unpocapiri collage

Quindi dire arancino o arancina è corretto allo stesso modo, perché entrambi si riferiscono alla forma dell’arancia. Sotto i Mori, si aveva una varietà di arancia amara, chiamata “aranciu” (maschile), ma con l’arrivo degli spagnoli, proprio nella costa occidentale, fu soppiantata da una varietà dolce, la “aranscia” (femminile) (trascrizione “fonetica”) che fu piantata su tutta la conca, che per questo motivo venne chiamata d’oro.

Tornando a Santa Lucia quindi la tradizione vuole che il grano si mangi in chicchi, così come avvenne nel XVII secolo. Ecco allora che viene bollito e condito con un filo d’olio, e, con l’avvento dello zucchero, anche zuccherato, come me lo faceva mangiare mia mamma quando ero bimba.

Ovviamente a Palermo tutto si trasforma e si arricchisce e diventa barocco. Così qui la cuccia non si mangia solo in queste due maniere, ma viene declinata in modo creativo.

Si prepara con una specie di budino al cioccolato, o con una crema al latte, o, la mia preferita, con la ricotta e pezzetti di cioccolato e frutta candita.

Ovviamente i celiaci non possono mangiarla…

Così ho cercato mille maniere per prepararla. 

Fino a quando non ho trovato questa soluzione.

Poi, l’incontro con il Sorgo.

Niente di più buono e di più perfetto!

Così, ho sostituito il grano saraceno con il sorgo e ha superato brillantemente la prova glutinosi.

Ovviamente ho innovato anche io e ho sostituito anche alcuni elementi… Insomma, chiamatela Cuccìa, ma degli ingredienti originali è rimasta solo la ricotta…

cuccìa Cardamomo and co 5037

Cuccìa senza glutine

 

Cuccìa senza glutine
Serves 8
È possibile fare un'ottima cuccia senza glutine? Sì, si può e viene un dolce molto buono.
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Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Ingredients
  1. 250 g di sorgo
  2. 400 g di ricotta di pecora
  3. 120 g di zucchero semolato
  4. pistacchi qb
  5. cranberries qb
Instructions
  1. Al contrario del grano che deve stare in ammollo per 3 giorni, il sorgo non ha bisogno di nessun ammollo.
  2. Si mette a bollire una pentola capiente e poi si butta il sorgo e si fa cuocere per 15 minuti (non meno) con un pizzico di sale.
  3. Si lascia raffreddare.
  4. Nel frattempo si prepara la crema di ricotta mescolando lo zucchero alla ricotta, lasciata scolare per una notte.
  5. Se volete potete setacciarla o frullarla per ottenere una crema liscia, io amo la ricotta grezza e così non la passo.
  6. Si unisce il sorgo cotto alla crema di ricotta e si mescola.
  7. Conditela con pistacchi tritati e cranberries (mirtilli rossi disidratati.
Notes
  1. Se ve ne dovesse rimanere, si conserva in frigo anche 4 giorni.
Cardamomo & Co. https://www.cardamomoandco.it/
cuccìa Cardamomo and co 5050

Cuccìa senza glutine

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3 Comments

  • Reply
    Quattro mani e una cucina
    15 dicembre 2015 at 20:28

    Mia nonna semplicemente sostituisce il grano col riso, viene buona quanto quella col grano! 😉

  • Reply
    Stefania Arnoldi
    14 dicembre 2015 at 23:09

    Avevo perso il tuo post sul sorgo, ma ho subito rimediato, ora mi tocca trovare un Naturasì per poterlo comperare. Come sempre sei vulcanica. Grazie per le belle ricettine e non solo ☺.
    Ciao
    Tra monti, mari e gravine

  • Reply
    Un ingegnere ai fornelli
    14 dicembre 2015 at 21:19

    Questa ricetta la devo assolutamente provare! Bellissima!

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