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Lievitati/ PANE

Non sono una food blogger…

2 Ottobre 2015

(Treccia di pane senza glutine e ripiena)

Ci ho riflettuto bene.

A fondo.

E sono arrivata ad una conclusione.

Io non sono una food blogger.

Non di quelle vere.

No, non sto facendo come le food blogger fighe che prendono le distanze dalla categoria, perché si riferiscono a quelle che sfornano ricette a catena per ricevere “un pacco di pasta”…

No, io non sono figa, io sono solo una DISfood blogger.

Dove dis- sta a sottolineare il “valore” (forse sarebbe più indicato dire disavalore) privativo della parola.

Sì, io sono A NO MA LA!

Diciamolo, io faccio esperimenti, anche piuttosto mangiabili, a volte davvero buoni, a volte addirittura strepitosi (evviva la modestia), ma ben lontani dalla perfezione. 

E così, le torte sono sbilenche.

Il pane piuttosto pallidino.

La focaccia croccante.

La sfoglia non sfoglia.

E sui lievitati ho ancora tanto da imparare…

E non ricordo mai la differenza fra mousse, bavarese e semifreddo, per cui capita che nello stesso post, chiamo un dolce con tutti e tre i nomi.

Insomma, non sono così attendibile…

E una food blogger dovrebbe esserlo.

Sì, io sono una NOR MA LE DON NA CHE CU CI NA! Punto!

Sono reale, vera e non me la tiro.

E se riesco io a fare certe cose, ci può riuscire chiunque.

treccia di pane ripiena 3852

treccia di pane senza glutine ripiena

Questo è un altro esperimento.

Che è piaciuto tantissimo (tiè!)

Ma anche questo perfettibile.

L’esterno croccante, l’interno morbido e saporito.

Sì, perché ho deciso di farcirlo.

E poi di intrecciarlo.

E come una vera disfood blogger non ho fatto una treccia perfetta, bella da vedere…

La scusa è che i nostri impasti senza glutine devono essere idratati maggiormente.

Ma la verità è che sono solo una disfood blogger, perché a qualsiasi altra amica sglutinata (e qui ne potete trovare a bizzeffe di brave), ma anche non celiache, che ultimamente hanno fatto miracoli con le nostre farine, sanno fare di meglio.

In ogni caso io vi lascio la mia ricetta, perché … c’è speranza per tutti 😉

 

Treccia di pane ripiena

Un pane senza glutine, con lievito madre, a forma di treccia e ripieno
Preparazione 20 minuti
Cottura 40 minuti
Porzioni 6
Autore Stefania Oliveri

Ingredients

  • 400 g mix di farina Polselli
  • 100 g mix pane rustico Revolution
  • 30 g yogurt bianco
  • 360 ml di acqua
  • 160 g lievito madre
  • 20 g olio extravergine d'oliva
  • 10 g di sale
  • PER IL CONDIMENTO
  • pomodoro
  • 6 acciughe
  • basilico

Istructions

  1. Mettete nella planetaria le farine e lo yogurt e mescolate.
  2. Sciogliete il lievito madre con l'acqua e aggiungete alle farine, mescolando con la foglia.
  3. Infine aggiungete l'olio e il sale e mescolate fino ad avere un composto liscio e omogeneo.
  4. Coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (a me ci sono volute circa 6 ore.
  5. Riprendete l'impasto e mettetelo su un piano (io su carta forno) spolverizzato con della farina (senza glutine).
  6. Con un mattarello stendete l'impasto.
  7. Condite con il pomodoro lavato, tagliato a cubetti e condito con olio e sale, le acciughe tagliate a pezzettini e qualche foglia di basilico e arrotolate aiutandovi con la carta forno.
  8. Piegate in due il rotolo e cominciate a intrecciare.
  9. Spennellate la superficie con olio e cospargete con semi lino.
  10. Trasferite su una placca da forno con la carta forno.
  11. Fate lievitare per altri 40 minuti circa e nel frattempo accendete il forno a 180°.
  12. Fate cuocere per 40 minuti circa.

Note

Il ripieno interno può essere variato assecondando il vostro gusto

Con questa ricetta partecipo al Contest “Non c’è spiga che tenga” indetto dalla Confraternita della pizza

confraternita della pizza

 

e partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 

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26 Comments

  • Reply
    Risotto con zucca, funghi e mirto | Cardamomo & Co.
    30 Ottobre 2015 at 14:41

    […] se sono una dis blogger, ho comunque una certa reputazione da mantenere e di postare ricette estive, come se abitassi […]

  • Reply
    Ileana
    11 Ottobre 2015 at 11:15

    Amo definirmi una cucinatrice per tutti i motivi sopradescritti. Non ho dimestichezza col glutenfree e son proprio felice di aver la scusa per cimentarmi. Mi accingo a scegliere.
    Buona domenica ☺

  • Reply
    Francesca
    5 Ottobre 2015 at 13:56

    Dis-foodblogger..presente!!!! e, ti dirò, preferisco alla gran lunga noi, che ammettiamo le nostre debolezze, a quelle strafighe che considerano questo un lavoro e credono di essere scese dal cielo. Che la prendono troppo seriamente, insomma.. Un bacio <3

  • Reply
    elena
    5 Ottobre 2015 at 12:58

    Tempo fa ero una brava cuoca (adesso non ho più il tempo per cucinare quindi penso di aver perso del tutto le mie doti cuocherecce ahah) ma non sono mai stata una precisina (forse un po’ più maniacale con i dolci, ma per i salati ero del partito “basta che sia buono”) quindi sposo in pieno la tua identità di disfood blogger e ti dico “continua così”! (E questa treccia di pane è bellissima, by the way 😀 )

  • Reply
    Paola
    4 Ottobre 2015 at 14:45

    L’idea della perfezione è ben lungi anche da me.. altrimenti che divertimento ci sarebbe a voler imparare sempre? 🙂

  • Reply
    Eleonora Gambon
    4 Ottobre 2015 at 11:30

    E quello che fai lo fai pure senza glutine…ti pare poco?

  • Reply
    Stefania
    3 Ottobre 2015 at 23:21

    A meno che non si sia dei professionisti, il risultato dei nostri sforzi si compie, a volte con una presentazione approssimativa e una descrizione imprecisa (parlo naturalemente di me e dei miei post 🙂 ), allora cosa ci/mi spinge a scrivere con la prerogativa di ricevere un “ma che idiozia vai dicendo!”, forse solo il compiacere chi ti chiede come fare o il desiderio di buttare tante cartacce su cui appunto le mie prove fino a quando non mi sento soddisfatta… Un po’ soddisfatta, e poi il piacere di scrivere ed impegnarmi mi da quella carica che da tempo avevo perso. Dai imperfezioni o no che tutto ben venga se ci fa almeno una volta sorridere.
    La tua treccia cosa ha che non va, di sicuro ora nessuno potrà dirlo visto che le prove saranno state tutte eliminate; questo è quello che ci spinge a continuare, eliminare le prove rendendo felici chi ci è vicino e tu mi sembri brava in questo
    Cielo che esagerazione di parole; grazie per la condivisione. Ciao
    Stefania

  • Reply
    SABRINA RABBIA
    3 Ottobre 2015 at 16:57

    QUANTE RISATE, BEL MODO DI DIRLO!!!IO LA PENSO PROPRIO COME TE, SONO UNA COMUNE DONNA CHE AMA PAZZAMENTE CUCINARE E SI DILETTA A SPERIMENTARE, MA NON TUTTI LE CIAMBELLE RIESCONO CON IL BUCO…..LA TUA DIREI PROPRIO DI SI’ E MI PIACE MOLTISSIMO!!!!BRAVA!!!!BACI SABRY

  • Reply
    polepole
    3 Ottobre 2015 at 9:22

    Mah, food o disfood che tu sia, io sto facendo la lista della spesa. Oh, l’hai detto te che c’è speranza per tutti, eh?! 😉

  • Reply
    m4ry
    3 Ottobre 2015 at 9:00

    Secondo me essere food blogger è proprio ciò che hai scritto tu…altrimenti, se fossimo state perfette e piene di conoscenza sul cibo, su tutto il cibo, saremmo state altro…
    Penso che la modestia stia proprio in questo, nel riconoscere i propri limiti e nel proporre a chi ci legge ciò che prepariamo per noi…come lo prepariamo per noi.
    E comunque un po’ tutti dovrebbero cominciare a prendersi meno sul serio e ritrovare quelle che erano le spinte iniziali, quelle che ci hanno portate ad aprire i nostri blog.
    Anche io mi sento una food blogger anomala…poco social, poco presenzialista, distante dai luoghi che contano, ma concentrata su ciò che mi piace fare : cucinare, fotografare e raccontare storie. E quando faccio queste 3 cose, io sono felice.
    Questa treccia è strepitosa ! Figa, oserei dire 😉

  • Reply
    saltandoinpadella
    2 Ottobre 2015 at 17:28

    Mi sa che tu sei molto più NOR MA LE di tanti altri, altro che A NO MA LA. Diciamo, essere normale è un valore aggiunto, altrochè. Essere una normale donna che cucina per la famiglia facendolo con amore e passione è bello, è piacevole, è rassicurante ed è appagante. La perfezione non è umana, e una cosa troppo perfetta alla fine trasmette freddezza e lontananza.
    PS: scusa ma la focaccia non deve essere croccante? a me piace proprio croccante

    • Reply
      Stefania FornoStar Oliveri
      2 Ottobre 2015 at 17:56

      Tesoro, grazie delle tue belle parole <3
      Per la focaccia ci sono varie scuole di pensiero, così come per la pizza, a chi piace croccante, a chi piace morbida... Ma la focaccia, non dovrebbe essere più morbida che croccante? Hai visto, nemmeno questo so 😀

  • Reply
    lagaiaceliaca
    2 Ottobre 2015 at 17:04

    A me sembra molto molto bella questa treccia.
    e il ripieno mi piace ancor di più
    e lo yogurt nei lievitati senza glutine ci sta da dio.
    insomma, che cavolo dici?

    • Reply
      Stefania FornoStar Oliveri
      2 Ottobre 2015 at 17:13

      Tu sei un tesoro, punto!
      E mi vuoi bene, punto!
      E mi hai fatto tornare in mente Arnold, quando lo diceva a Willis 😀

  • Reply
    Welda
    2 Ottobre 2015 at 15:43

    Credo che tu sia fantastica proprio così come sei: vera, appassionata, sincera e se vuoi anche pasticciona. Il bello di avere un blog (e sai che il mio è recente) è quello di condividere. Se tutto è perfetto e immacolato scoraggi le persone che leggono la ricetta a provarci. E comunque le tue ricette fanno sempre venire un’acquolina!
    Non cambiare….

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    Valutazione ricetta




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